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CLARA MOSCHINI

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Come cambia impegno americano nella missione in Iraq

Gli Usa forniranno soprattutto aerei ed elicotteri militari

Da qualche tempo a questa parte si sente parlare molto meno dell’Iraq: la coalizione internazionale di volenterosi che cerca di riportare la situazione alla normalità in questa Nazione (leggi anche la notizia pubblicata da AVIONEWS) sta per cambiare la propria fisionomia. La sua creazione è stata caratterizzata dalla necessità di fornire il giusto supporto alle forze di sicurezza locali per sconfiggere i terroristi e ristabilire la sovranità statale. Le truppe americane parteciperanno d’ora in poi in misura ridotta, come già preannunciato dall’ormai ex-presidente Donald Trump e tenendo conto dell’approccio cauto della nuova amministrazione Biden. Il contributo di Washington consisterà soprattutto nella fornitura e nel dispiegamento di elicotteri ed aerei militari, oltre alla tecnologia hi-tech per raccogliere il maggior numero di informazioni. I militari internazionali da coinvolgere nel corso dei prossimi mesi saranno 4 mila, soprattutto quelli di nazionalità europea e canadese. La pianificazione non è stata ancora messa a punto nei vari dettagli ed il contingente italiano è destinato a diventare quello più numeroso in assoluto. In Iraq ed in Kuwait dovrebbero essere attivi oltre mille militari del nostro Paese (il Kuwait non viene comunque considerato strategico per la presenza delle nostre Forze armate). Intanto, come riferito da alcune fonti di sicurezza, l’ambasciata degli Stati Uniti in Iraq è stata colpiti da numerosi tiri di razzi. Non ci sono state vittime, anche se è arrivata la conferma che l'ambasciata era proprio l'obiettivo dei lanci. 

Sullo stesso argomento leggi anche l’articolo pubblicato da AVIONEWS.

Sr - 1235012

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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