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CLARA MOSCHINI

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Lo zampino Ue nel fallito accordo Air Canada-Transat

I due vettori aerei erano vicinissimi all'intesa

Una vicenda canadese al 100%, ma su cui c’è lo zampino dell’Unione europea. L’accordo tra i vettori aerei Air Canada ed Air Transat somiglia molto a quella che ha coinvolto Iberia ed Air Europa (leggi anche la notizia pubblicata da AVIONEWS), anche se poi il finale non è stato lo stesso. L’acquisizione doveva essere subordinata all’approvazione delle richieste delle autorità garanti della concorrenza e del mercato, quindi si pensava che i problemi principali arrivassero dal Canada, per motivi territoriali. Non è stato così, dato che l’ostacolo più grande è stato frapposto dall’Unione europea. Le due compagnie, infatti, operano da tempo nel vecchio continente e con questa intesa volevano rafforzare i collegamenti aerei verso queste destinazioni. L’offerta è stata però considerata troppo elevata, in particolare quella di Air Canada che ha tentato di rivedere al ribasso il pacchetto di misure per rinunciare ad una serie di rotte. Per Bruxelles il ridimensionamento non è stato sufficiente e l’operazione è progressivamente sfumata. Per questa cancellazione, Air Transat riceverà 12 milioni di dollari e si proseguirà come se “nulla fosse successo”. Lo scorso mese di marzo, il Canada ha valutato l’approvazione del piano di salvataggio in favore dei vettori, per un ammontare complessivo pari a 7 miliardi di dollari canadesi. Proprio Air Canada è pronta a licenziare quasi duemila dipendenti. Si è scelto di ridimensionare le ambizioni di volo, tagliando del 25% la capacità, oltre al benservito per molti lavoratori: si sta parlando di una cifra compresa tra 1700 e 1900 persone che verranno mandate a casa come conseguenza della difficile congiuntura economica. 

Sullo stesso argomento leggi anche l’articolo pubblicato da AVIONEWS.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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