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CLARA MOSCHINI

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Wizz Air e la "Cultura" delle mele marce

"Se si scorre tra le pagine dei quotidiani di tutta Europa spiccano dettagli relativi a comportamenti gravemente discriminatori"

Sulla pagina corporate della compagnia aerea si legge che il progetto Wizz Air è stato concepito da “sei persone con un'ampia esperienza di compagnie aeree con alle spalle percorsi di successo...” in soli tre mesi.

Si legge anche che “Dopo una decade di solida crescita” oggi Wizz Air è quotata in borsa ed ha alle sue dipendenze più di 3000 persone.

Viene poi pubblicizzato il riconoscimento ricevuto come migliore compagnia aerea low-cost d'Europa per il 2020.

Un successo eccezionale si direbbe.

Se però si scorre tra le pagine dei quotidiani di tutta Europa spiccano dettagli relativi a comportamenti gravemente discriminatori verso i lavoratori e notizie di sentenze passate in giudicato per licenziamenti illeciti e reiterati comportamenti anti sindacali.

Ma che tipo di compagnia aerea è quindi Wizz Air per chi ci lavora?

Sul sito dell’azienda la pubblicità è molto accattivante e fa venire voglia di viaggiare e di incontrare questi lavoratori così soddisfatti del proprio ambiente di lavoro.

“In Wizz la sicurezza e la protezione sono le priorità numero. I nostri assistenti di volo, i piloti e il personale di terra mettono il cuore nel lavoro che svolgono, assicurandoti un viaggio sicuro e piacevole, il tutto fornendo un servizio impeccabile e personale in ogni fase del viaggio. …”

Se poi però si approfondisce un po’ e si curiosa nei siti dedicati ai liberi commenti dei dipendenti si incappa in lunghissimi post che descrivono senza mezzi termini il lato oscuro di questa compagnia aerea che viene proprio dipinta come un’azienda tossica dove paura, razzismo e pugnalate alle spalle sarebbero il risultato della becera cultura dei top manager.

In un’intervista rilasciata di recente all'"Aftenposten", il maggiore quotidiano norvegese per diffusione, i lavoratori intervistati dichiarano che in Wizz Air vige la cultura del terrore.

E lo stesso viene denunciato anche dalle maggiori Federazioni sindacali internazionali e nazionali, tenuto conto che in Wizz Air viene apertamente negata la libertà di associazione e nessun contratto di lavoro è stato ancora negoziato con le rappresentanze sindacali nazionali.

In Italia già nel dicembre 2020 la stessa azienda aveva dichiarato in una lettera diretta ad Uiltrasporti firmata dal rappresentante della sede italiana che “non rientra tra le policies di WizzAir l’instaurazione di relazioni negoziali collettive per la disciplina dei propri rapporti di lavoro, …”, dichiarazione che aveva fatto tuonare il segretario nazionale di Uilt Ivan Viglietti, notoriamente allergico alle conflittualità nell’interesse dei lavoratori e della mobilità del Paese, che in una dichiarazione ad AVIONEWS aveva auspicato “un pronto cambio di passo della dirigenza della compagnia ungherese WizzAir, al fine di avviare un percorso reciprocamente proficuo e scongiurare scenari conflittuali, nell’interesse dei lavoratori e della mobilità del Paese, che hanno bisogno soprattutto in questo momento di iniziative costruttive di ripresa e sviluppo”. 

Sembra quindi chiaro che le pesanti critiche al vettore non derivino da semplici “conclusioni sbagliate” dei dipendenti come dichiarato dal responsabile della comunicazione Andras Rado, ma piuttosto da reali dichiarazioni aziendali e comportamenti giudicati illeciti dai tribunali.

Ed il problema si infittisce per via dell’indolenza con la quale le istituzioni nazionali agiscono per arginare questi comportamenti e tutelare i lavoratori, sia in Italia, sia nel resto d’Europa.

In questo clima già molto controverso arriva un paio di giorni fa, nelle redazioni di tutti i principali quotidiani europei, come un macete, la notizia di una presunta registrazione audio estrapolata da una riunione interna del management della compagnia aerea, si dice risalente al mese di aprile dello scorso anno, nella quale, tra le altre cose, sarebbero stati decisi i criteri di licenziamento di circa 1000 lavoratori, come strategia di contenimento costi per affrontare la pandemia Covid-19 e le successive restrizioni di viaggio.

Dichiarazioni che se confermate andranno ad ispessire il file legale già a carico della compagnia aerea che ora, oltre alle tematiche più squisitamente inerenti i così detti diritti sindacali, potrebbe trasformarsi in una vertenza penalmente rilevante, che comprometterebbe anche la capacità dell'azienda di dimostrare di essere in grado di mantenere adeguati standard di sicurezza.

Tra le denunce a carico del vettore, al vaglio degli organi competenti spicca infatti anche una segnalazione per gravi anomalie in termini di sicurezza da parte del sindacato Fpu Romania ad Easa, l'Agenzia europea per la sicurezza aerea, che per Wizzair è responsabile diretta del controllo degli standard di sicurezza e della protezione degli equipaggi di volo, nonché delle pratiche discriminatorie poiché le stesse incidono direttamente sulla sicurezza del volo e quindi del pubblico in generale. https://adobe.ly/3fyxUaG

Non priva di turbolenze quindi la cavalcata di Wizzair alla conquista del trasporto aereo europeo e del nostro mercato domestico.

 Viene lecito chiedersi ora se sarà sufficiente la recente decisione di sostituire Darwin Triggs, il capo delle operazioni di volo, colui che si presume abbia incoraggiato il suo team a prendere di mira e a far licenziare per primi le così dette “mele marce” oppure se i risvolti che coinvolgeranno il vettore saranno ancora più eclatanti nei prossimi mesi.

 Sicuramente sarà importante anche osservare quali saranno le richieste di chiarimento che verranno fatte nel nostro paese a tutela del personale assunto nelle 5 nuove basi Wizz Air a salvaguardia degli equipaggi e degli utenti che decideranno di comprare dal vettore i propri voli con partenza dall’Italia.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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