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CLARA MOSCHINI

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Leonardo: nell'assemblea contro Profumo come si schiererà il Governo?

Parte da Leonardo il domino delle nomine

Mercoledì 19 maggio potrebbe diventare una data storica per Leonardo. Si riunisce l'assemblea degli azionisti e c'è già chi parla di mezzogiorno di fuoco. Pistole puntate contro Alessandro Profumo: non sono pochi, ormai, quelli che lo vedrebbero bene fuori dalla poltrona di amministratore delegato. Più passa il tempo, più la lista si allunga. Il primo in cima alla lista è l'investitore Bluebell, al secolo Giuseppe Bivona che ha chiesto che venga votata, durante l'assise, l'azione di responsabilità da lui stesso promossa. Azione di responsabilità contro l'amministratore delegato del gruppo, Profumo, condannato in primo grado dal Tribunale di Milano nel caso Mps per aggiotaggio e false comunicazioni sociali in relazione alla prima semestrale 2015 della banca. Bluebell, che possiede 25 azioni del gruppo della difesa, in una lettera al presidente di Leonardo, Luciano Carta, datata 28 aprile ha dichiarato di voler proporre l'azione e chiedere il risarcimento dei danni derivanti dalla condanna.

Oggi, a dare manforte a Bluebell, è arrivato il proxy advisor Glass Lewis che invita gli azionisti di Leonardo a votare a favore dell'azione di responsabilità promossa nei confronti dell'amministratore delegato da Bluebell Partners, che lamenta un danno reputazionale dalla condanna dell'ex-presidente di Mps. "La sentenza in primo grado contro Alessandro Profumo è indicativa di ragionevoli motivi per un'azione di responsabilità", afferma Glass Lewis, uno dei grandi consulenti degli investitori istituzionali nelle assemblee delle società quotate, nella sua raccomandazione di voto in vista dell'assemblea degli azionisti di Leonardo del 19 maggio. Il manager, lo ricordiamo, ha presentato ricorso ma la cosa non sembra importare più di tanto: gli investitori hanno paura che, nel frattempo, l'azienda, ex-Finmeccanica, un tempo fiore all'occhiello della manifattura italiana, si depauperi a tal punto da rischiare il fallimento. Il timore si palpa in Borsa: oggi il titolo ha perso quasi l'1% (-0,92%), chiudendo a 6,89 Euro e perdendo per 4,01 miliardi di capitalizzazione, mentre il Ftse Mib chiudeva salendo dello 0,39%.

Glass Lewis ha scritto che "la condanna del signor Profumo per eventi accaduti durante la sua carica di presidente della Banca Monte dei Paschi di Siena ha avuto un forte impatto negativo sulla reputazione di Leonardo. Sebbene la sentenza sia soggetta ad appello, riteniamo che serva come indicazione sostanziale che le azioni del signor Profumo potrebbero produrre una perdita di valore per gli azionisti e che un'azione di responsabilità può essere giustificata". Agli azionisti che hanno la possibilità di esprimere un voto elettronico su questa proposta, aggiunge Glass Lewis, "raccomandiamo di sostenere questa iniziativa che autorizza l'azione legale ma non vincola il votante a partecipare direttamente a qualsiasi rivendicazione congiunta".

Ma la lista dei contrari a Profumo si allunga ancora, dicevamo. Contrario all'ad anche Frontis, che ha suggerito di votare a favore della proposta del fondo attivista. Ancora di più. Secondo "Milano Finanza", Alken Asset Management, società con sede a Londra e specializzata in investimenti in azioni europee (gestisce Alken European Opportunities), ha emesso un comunicato in cui spiega "di essere sorpresa dal fatto che il cda di Leonardo non richieda le dimissioni del signor Profumo dal ruolo di ceo" e che considera il titolo "non investibile se Profumo resta in carica". Chiaro no?

L'affondo più forte, arriva comunque da Bluebell. Che arriva a chiedere che Profumo "si presenti dimissionario" all'assemblea del 19 maggio di Leonardo dopo che i proxy advisor Glass Lewis e Frontis hanno suggerito ai soci di votare a favore dell'azione di responsabilità proposta dal fondo attivista contro l'ad del gruppo della difesa e dell'aerospazio. In una lettera, Bluebell, o meglio il suo patron Bivona, chiede al Governo di rinviare di cinque giorni l'assemblea, così da consentire ai soci "di aggiornare le dichiarazioni di voto" ed allo stesso Governo di votare con il suo 30,2% a favore dell'azione di responsabilità. La valutazione di Glass Lewis, secondo Bluebell, rappresenta "un pesante giudizio di sfiducia" verso Profumo. "All'ad di Leonardo -afferma Bivona- spetta la presunzione di innocenza fino a sentenza passata in giudicato. Ma un amministratore delegato che non si dimette dopo esser stato condannato in primo grado per falso in bilancio e manipolazione informativa e che è chiamato a rispondere anche di altri reati finanziari in altri procedimenti, espone la società ad un danno reputazionale". E non è tutto. Bluebell lamenta che la sua richiesta di azione di responsabilità, presentata il 28 aprile, sia stata pubblicata tardi da Leonardo, impedendo così ai soci ed ai proxy advisor di esaminarla in tempo per l'assemblea.

Insomma, è evidente che quella di mercoledì sarà, più che un'assemblea, una resa dei conti. Anche lo Stato italiano, azionista di Leonardo con il 30,2% del capitale, in pancia al ministero dell'Economia e finanze, sarà chiamato (finalmente) a deliberare sulla mozione contro Profumo: se quest'ultima venisse approvata da soci che rappresentano almeno il 20% del capitale, scrive Bivona, fondatore di Bluebell Partners, al premier Mario Draghi, "l'ad decadrebbe immediatamente a norma di legge ex-articolo 2393 codice civile". Insomma, sono sempre di più quelli che auspicano che quella di mercoledì sia la conclusione di questa (brutta) telenovela che si trascina da troppo tempo. Profumo innocente o colpevole (questo lo attesterà il tribunale) sono sempre di più quelli che si chiedono perché sulla questione Leonardo non stia intervenendo nessuno. D'accordo, adesso Profumo può contare sull'appoggio del neo-ministro alla Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ex-Iit, Istituto italiano di tecnologia di Genova, nella cui fondazione Profumo siede ancora. Ma perché non si sente mai la voce di Luciano Carta, presidente di Leonardo? Perché il ministro Daniele Franco non si è ancora deciso a prendere una posizione ferma? Chi, invece, non ha dubbi, è il mercato: basta andare a vedere il titolo. Da quando Profumo ha preso le redini dell'azienda, nel 2017, le azioni Leonardo sono andate sempre più giù, perdendo più del 50% del loro valore e passando dagli oltre 15 Euro di quattro anni fa agli attuali 6,8 Euro.

Adesso la questione ha travalicato i confini nazionali. Bivona ha scritto al ministero della difesa inglese aggiornandolo sull'assemblea di mercoledì. Leonardo, infatti, è partner di importanti società britanniche come Bae Systems, Rolls Royce e Mbda Uk nel programma Tempest. Con queste aziende condivide "conoscenze, definizione di prodotto e sviluppo tecnologico" per lo sviluppo congiunto di futuri sistemi aerei da combattimento, anche su sistemi come Typhoon e F-35, così come su Tempest, il sistema aereo da combattimento di nuova generazione avviato nel Regno Unito, dove il gruppo italiano impiega 7000 persone. È una brutta storia, questa di Leonardo e Profumo, che rischia di portare allo sbando un'azienda gioiello del nostro Paese. Se continua ancora la telenovela, senza nessun cambiamento tra i protagonisti, come più volte auspicato da Cinquestelle e Lega, per esempio, la figura che farà l'Italia potrebbe essere difficilmente recuperabile, in futuro. Perché adesso non si tratta più solo di una questione italiana, ma di un affaire che mette a repentaglio la credibilità dei tanti manager competenti che guidano altrettante aziende di casa nostra.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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