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CLARA MOSCHINI

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Vettori aerei Usa e Regno Unito chiedono riaperture voli transatlantici

Appello congiunto di tanti amministratori delegati

Riaprire: è questo l’imperativo categorico che hanno fatto proprio i manager di diversi vettori aerei e non solo con sede negli Stati Uniti e nel Regno Unito. La riapertura a cui fanno riferimento è quella dei collegamenti aerei transatlantici, tanto da spingere questi amministratori delegati ad unire le forze e lanciare un appello. Si sta parlando di Doug Parker, ad di American Airlines, Sean Doyle, ad di British Airways, Ed Bastian (Delta Air Lines), John Holland-Kaye, ad dell’aeroporto di Heathrow, Robin Hayes, ceo di JetBlue; Scott Kirby (United Airlines), Roger Dow, presidente di Us Travel Association e Shai Weiss, numero uno di Virgin Atlantic. Nel documento congiunto che reca tutte queste firme, si legge chiaramente come i viaggi di questo tipo debbano ricominciare quanto prima, in attesa dello svolgimento dei vertici del G7, in programma in Cornovaglia per la fine di questa settimana. Secondo Us Travel Association, all’economia americana costerà 325 miliardi di dollari di perdite totali l’eventuale limitazione dei voli a cui si sta facendo riferimento. Inoltre, si rischia seriamente il licenziamento di 1,1 milioni di persone nei prossimi mesi. C’è poi un altro rapporto a cui fare riferimento, quello di York Aviation, secondo cui una nuova estate persa per quel che concerne il trasporto aereo comporterà quasi 56 miliardi di sterline in meno. A far discutere è la mancata presenza degli Stati Uniti nella cosiddetta “lista verde” della Gran Bretagna, quella in cui sono incluse le Nazioni per cui verrà richiesto l’isolamento (e la relativa quarantena) in caso di arrivo a Londra e dintorni. 

Sullo stesso argomento leggi anche la notizia pubblicata da AVIONEWS.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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