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CLARA MOSCHINI

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Ue. Covid: risposta interrogazione su uso green card da parte dell'Italia

Di Didier Reynders a nome della Commissione

"Interrogazioni parlamentari

24 agosto 2021

Risposta di Didier Reyndersa nome della Commissione europea

Riferimento dell'interrogazione: P-003792/2021

Il quadro del certificato Covid digitale dell'Ue si basa sugli articoli 21 e 77 del trattato sul funzionamento dell'Ue e mira a facilitare i viaggi all'interno dell'Ue. L'applicazione a livello nazionale dei certificati Covid-19 per altri scopi (quale l'accesso ad eventi o ad attività ricreative in uno Stato membro) non rientra quindi nell'ambito di applicazione dei regolamenti sui certificati Covid digitali dell'Ue. La Carta dei diritti fondamentali dell'Ue si applica agli Stati membri esclusivamente nell'attuazione del diritto dell'Unione.

Gli Stati membri possono decidere di adottare un sistema di certificati Covid-19 a fini nazionali e diversi Stati membri hanno deciso di farlo. Come indicato al considerando 49 del regolamento sul certificato Covid digitale dell'Ue, qualora uno Stato membro adotti, in forza del diritto nazionale, un sistema di certificati Covid-19 a fini nazionali, esso dovrebbe garantire, per il periodo di applicazione del regolamento, che i certificati che costituiscono il certificato Covid digitale dell'Ue possano essere utilizzati e siano accettati anche per fini interni, in modo da evitare che coloro che si recano in altri Stati membri avvalendosi del certificato Covid digitale dell'Ue siano obbligati ad ottenere un certificato Covid-19 nazionale.

Ultimo aggiornamento: 24 agosto 2021".

AVIONEWS riporta il testo integrale dell'interrogazione:

"Interrogazioni parlamentari 

28 luglio 2021 

Interrogazione prioritaria con richiesta di risposta scritta P-003792/2021 alla Commissione Articolo 138 del regolamento

Antonio Maria Rinaldi (ID)

Risposta scritta

Oggetto: uso del certificato Covid digitale dell'Ue da parte del Governo italiano

Il Governo italiano ha emanato il DL 23/7/21 n.105 dal titolo 'Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19 e per l’esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche'.

All’articolo 3 è disposto che dal 6 agosto sul territorio nazionale, anche in zona bianca, è 'consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi Covid-19' l’accesso ai servizi di ristorazione al chiuso, spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportive, musei e tante altre attività culturali e ludiche.

Alla luce di queste disposizioni, sorgono dubbi in merito all’utilizzo distorto e potenzialmente discriminatorio del regolamento (Ue) 2021/953 sul certificato Covid digitale dell'Ue, concepito esclusivamente al fine di agevolare la libera circolazione fra i Paesi membri così come previsto dai trattati.

Emergono, inoltre, perplessità anche in merito alla compatibilità di tali disposizioni con i valori fondanti della Ue sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, in particolare il principio di non discriminazione (articolo 21).

Tenendo presente quanto sopra, si chiede alla Commissione:

1 Ritiene che la normativa italiana rispetti il principio di non discriminazione più volte richiamato dal regolamento Ue sul certificato Covid digitale?

2 Intende supervisionare ed eventualmente intervenire per evitare possibili violazioni della Carta dei diritti fondamentali?

Ultimo aggiornamento: 30 luglio 2021". 

red - 1238574

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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