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CLARA MOSCHINI

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Ita decolla, ma dove va?

I sindacati indicono lo sciopero nazionale: paura per i tagli all'occupazione che sanno di compagnia low-cost

Le reazioni al primo incontro tra Ita e sindacati, continuano ad essere improntate al pollice verso, soprattutto sul tema occupazionale. Tanto che le organizzazioni sindacali prendono una posizione decisa ed immediata, proclamando lo sciopero nazionale di 24 ore per il 24 settembre. Occupazione, certo, ma anche handling, manutenzione, asset aviation e altro ancora. Tutti nodi sul tavolo ma che Ita non sembra avere intenzione (o essere in grado?) di sciogliere. 

Al centro del tavolo c'è la questione della cura dimagrante imposta a Ita da Bruxelles, i cui punti principali sono il taglio del personale, da 10.500 dipendenti di Alitalia a 2800 (aumentabili fino a 5750 entro il 2025) e l'asset aviation, gli aerei insomma, che passano da 116 di Alitalia a 52. Quella imposta da Bruxelles è una cura dimagrante che, dicono i sindacati, vuole far assomigliare Ita al modello easyJet (o Ryanair). Quello della compagnia low-cost è un vecchio pallino di Bruxelles tesa, dicono gli analisti, a dare in pasto Ita a qualche gigante (si parla con insistenza di Lufthansa). Anche perché neppure il Governo italiano sembra avere intenzione di contraddire l'Ue e la sua visione di una Ita a basso costo. Il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti predica prudenza ma fa già notare che "Alitalia costa 30 milioni al mese e il costo non è più sostenibile per la collettività". 

A questo punto, in gioco, con tutte queste problematiche, c'è soprattutto la partenza dei voli Ita prevista per il 15 ottobre. Una data che si avvicina a grandi passi. La vendita dei biglietti è partita e "segue il conseguimento delle certificazioni (Certificato di Operatore Aeronautico e Licenza di Esercizio) che Ita ha ottenuto dall’Enac lo scorso 18 agosto". Perfetto. Sul sito www.itaspa.com, aperto da giovedì 26 agosto, ci sono le stagioni winter 2021 e summer 2022, con tanto di destinazioni e voli. Ma intanto Ita è a terra con tanti punti di domanda ancora de definire. 

È pur vero che, riguardo all'asset aviation, Ita ha convocato un'altra riunione con i sindacati per lunedì 30 agosto alle 10:30 presso gli uffici di Roma in viale dell'Arte e che, riguardo ai nuovi contratti di lavoro, gli incontri fissati in agenda sono quelli del 27 agosto, 31 agosto e 1° settembre. A vederla adesso però, sembra che le parti siano troppo distanti per arrivare a qualche accordo, soprattutto sull'occupazione. Non solo. Indiscrezioni sempre più insistenti dicono che il presidente di Ita, Alfredo Altavilla, ex-alter ego per anni di Sergio Marchionne e l'amministratore delegato Fabio Lazzerini vogliono chiudere la partita in pochi giorni. Figurarsi. 

Ecco, proprio Altavilla, si è reso protagonista di una mossa in puro stile Marchionne. Secondo quanto annunciato dal "Corriere della Sera", il presidente di Ita ha annunciato l’uscita da Assaereo, l’associazione di categoria che aderisce a Confindustria citando, in una bozza, proprio Marchionne quando ha portato Fiat fuori da Confindustria per ottenere una maggiore flessibilità contrattuale. Che tradotto potrebbe voler dire: libertà di licenziare. Fin d'ora. L'esempio ha indispettito ancora di più i sindacati, che anche per questo hanno proclamato lo sciopero del 24 settembre e che, anche per questo, invocano l'intervento del Governo. “L’abbandono di Assaereo è paradossale - sottolinea Fabrizio Cuscito, segretario della Filt-Cgil -. Avviene da una società controllata dallo Stato e va contro la norma del decreto Rilancio che prevede l’applicazione dei minimi salariali del contratto nazionale". 

Sul tavolo restano ancora altri nodi da sciogliere. L'Ue pare abbia concesso a Ita di usare la livrea dell'ex-Alitalia e il suo codice Iata, ossia il mitico AZ. E questo fa riflettere sul fatto che l'Europa abbia o meno accettato le indicazioni fornite da Ita, dandole in affitto la livrea che fu di Alitalia. Ma quello che preoccupa di più è la data del 15 ottobre, quando dovrà partire il primo volo targato Ita. Perché le domande aperte restano ancora tante, troppe. Come farà Ita a chiudere i contratti di leasing in tempo per far decollare i 52 aerei che ha a disposizione? C'è tempo per preparare i servizi all'estero, vista la bagarre del personale che sta coinvolgendo la compagnia e che è ben lungi dall'essere risolta in tempi brevi? Stessa musica per l'handling in Italia: chi carica i bagagli, chi li scarica, chi regge i servizi a terra, se non si sa niente sulla questione del personale e di questo servizio fondamentale? Stessi dubbi e preoccupazioni per la manutenzione: chi fine fa? Ancora. L'assicurazione degli aeroplani? Verrà stipulata in tempo? Che fine fanno i lavoratori dei call center, preoccupati al massimo per la loro situazione, come ha mostrato ieri la protesta dei 621 lavoratori di Almaviva Contact, che gestisce il servizio da Palermo e Rende? E che fine farà il programma Mille Miglia? Si sa già che non sopravviverà al passaggio da Alitalia a Ita: la nuova compagnia ha infatti deciso per la sostituzione del programma. Peccato però che Alitalia Loyalty, la società che gestisce il programma di fedeltà, non può essere rilevata da Ita per via della discontinuità con il passato richiesta dalla Commissione europea. E allora? Troppe domande, nessuna risposta. Se Ita decolla, sembra che non si sappia ancora dove andrà a finire...

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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