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AVIONEWS al convegno Anacna intervista il presidente Barsanti

Oltre agli interventi di Romano, Croccolo e Greco -VIDEO

Intervenuti alla conclusione del convegno (vedi AVIONEWS), anche Olivier Barsanti, presidente Anacna, Associazione nazionale degli assistenti e controllori della navigazione aerea intervistato da AVIONEWS; Nicola Romano, referente commissione Giuridica Anacna, e Fabio Croccolo, dirigente generale Mims, ministero delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili, Marco Di Giugno, direttore analisi giuridiche e contenzioso, Enac (Ente nazionale aviazione civile), ed Eliana Greco, dottore di ricerca in diritto penale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. 

“Anacna ed i controllori di volo gestiscono un traffico aereo che hanno visto un forte aumento nel tempo”, cresciuto del 30% dalla nascita dell’associazione, ha dichiarato Barsanti. Condizione dove per garantire la sicurezza dei voli, bisogna confrontare costantemente le nuove tecnologie e le strumentazioni a disposizione. “L’aggiornamento tecnico è stato il rinnovamento più importante per noi. Un documento che dalla sua nascita è arrivato oggi a 430 pagine. La giurisprudenza ci segue in questo? Questo è il motivo delle riunioni. Più informazioni riceviamo più decisioni performanti riusciamo a prendere”.

Per Romano è necessario un approccio riflessivo nella gestione del rischio nei traffici aerei, semplificata con queste parole: “Perché si dovrebbe vigilare su questi eventi? Prima che le cose vadano veramente storte, bisogna incoraggiare una cultura che veda l’operatore aver fiducia che si lavori in un ambiente non punitivo, questo perché l’operatore è il primo fattore che garantisce una sicurezza in volo”.

In una prospettiva su chi gestisce il rischio del traffico, è necessario trovare un equilibrio tra l’esigenza della sicurezza e del rischio aeronautico, e l’esigenza nel garantire la giustizia. “Questi due elementi vanno fatti coesistere, soprattutto in quest’epoca delle complessità. Come si abbina tutta questa parte teorica ai fatti?”. Per il responsabile Romano bisogna tenere conto dell’errore umano nell’attività aeronautica, per garantire una “just culture”, cultura in cui tutti i dipendenti sono incoraggiati a fornire, e si sentono a proprio agio nel fornire, informazioni relative alla sicurezza, e percepita come base per una cultura della sicurezza di successo. “A livello europeo, Anacna collabora da anni con la task-force giudiziaria che si occupa d’investigazione degli eventi. L’Associazione è inoltre inserita nella lista degli esperti nella gestione degli eventi”. 

La collaborazione con l’Università, e la successiva stesura della ricerca, “non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza per l’introduzione dell’efficacia di questi principi nell’ordinamento. Non è una prerogativa per controllare e gestire il traffico aereo. Chi sbaglia in buona fede ha il diritto di segnalarlo”. Una ricerca basata su principi che garantiscono il miglioramento della qualità dei principi giuridici e normativi verso chi lavora e chi ne è convolto.

 A chiudere l’intervento Croccolo, che ha aperto con una sentenza: “Abbiamo bisogno di un intervento normativo”. Non solo di competenze giuridiche, ma anche umane, ovvero gestire le cose prima che accadano, che dopo. “A mio avviso l’attuale sistema normativo non ci consente di proseguire nell’implementare la sicurezza”. Vedere se le normative introdotte producono i risultati prefissi, ed in caso cambiarle.

“La paura di sanzioni influisce”, aggiunge Croccolo, “sappiamo benissimo che molti inconvenienti vengono taciuti per mancanza d’informazioni. La prevenzione parte dalla condivisione d’informazioni. In sistemi sempre più complessi c’è bisogno di conoscere le dinamiche. Non siamo in grado di prevedere i terremoti. Non esiste una cultura di “denuncia del rischio”.

Con la giustizia che richiede tempestività, l’allargamento della platea dei responsabili porta ad un allungamento dei processi e quindi alla prescrizione.

“La legge prevede l’attribuzione di colpa lì dove non il dolo non sussiste ma si tratta di errore umano. L’impianto normativo che è stato costruito è una roulette russa”. Per Croccolo fondamentale anche cambiare la normativa dei ristori, affinché le vittime abbiano accesso ai tributi al di fuori dei processi in corso. “Il ristoro si affida al processo penale ed i vettori aerei hanno tutta l’intenzione di affidarsi a questi perché più vanno a lungo più avanti pagheranno”.

“L’unica strada da percorrere è un inserimento normativo della 'just culture'. Manca una conoscenza di base dell’ambiente per capire il contesto. Il rischio 0 non esiste. È un dato scientifico, la sicurezza è fattore probabilistico opposto al rischio. Tutti gli errori devono essere inseriti nel sistema giuridico per garantire la sicurezza e rafforzarla”.

Per il dirigente necessario introdurre il metodo Alarp, “So Far As Reasonably Practicable/Tanto basso quanto ragionevolmente realizzabile”, già inserito nella legislazione anglosassone e francese che consente di identificare il livello di rischio che ci si può assumere con un numero, e permette valutazioni oggettive e non soggettive. “Numero che ci dice se il sistema ha funzionato o non ha funzionato bene, se abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare con le risorse, soluzioni, capacità e possibilità in quel momento”. Implementare i metodi per garantire la sicurezza nazionale è, per Croccolo, l’unica soluzione possibile per cambiare il sistema attuale.

Sotto, la video-intervista:


Photo gallery Fabio Croccolo, dirigente generale Mims, ministero delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili, durante il suo intervento al convegno Anacna dell'11 ottobre 2021 a Roma Nicola Romano, referente commissione Giuridica Anacna, durante il suo intervento al convegno dell'Associazione nazionale assistenti e controllori navigazione aerea svoltosi a Roma l'11 ottobre 2021
LV - 1239540

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