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CLARA MOSCHINI

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Clima: il settore aviazione dà un potente segnale ai critici

Il bilancio "Cop 26" fatto da John Kerry, inviato degli Usa

Si è appena conclusa la "Cop 26", il summit delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, durante cui i governi del mondo si sono impegnati ad aumentare la loro ambizione per quanto riguarda il taglio delle emissioni. John Kerry, inviato speciale presidenziale degli Stati Uniti per il clima, ha fatto il punto della situazione sui progressi fatti. 

L'opinione compare in un articolo del quotidiano britannico "Financial Times". Secondo il politico statunitense per raggiungere gli obiettivi occorre anzitutto, non solo l'impegno dei governi, ma anche una "leadership coraggiosa del settore privato". Questo vale anche per il trasporto a lunga distanza, in cui "è necessario un rapido progresso" in un settore "difficile da decarbonizzare". Già 34 multinazionali hanno "preso impegni ambiziosi nei settori dell'acciaio, dell'aviazione, dei trasporti e delle spedizioni", basando le loro strategie sull'utilizzo di tecnologie pulite ed emergenti entro il 2030. 

Nel settore dell'aviazione, le aziende si sono impegnate a comprare tecnologie avanzate che possono ridurre le emissioni dell'85%. Per esempio un maggior uso del Sustainable Aviation Fuels (Saf) rispetto al carburante convenzionale. Una mossa "senza precedenti". Le maggiori compagnie aeree e le aziende che acquistano voli, come le più grandi compagnie tecnologiche e finanziarie del mondo, si sono impegnate a tagliare del 5% la loro domanda di jet fuel. Un "potente segnale" di domanda di innovazione (carburanti sintetici puliti, biocarburanti, propulsione a zero emissioni) che ha spiazzato tutti i critici della transizione ecologica.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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