It does not receive public funding
Editor in chief:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram LinkedIn

Ritorno al volo intercontinentale

ITA cosa vorrà fare da grande?

I flussi di traffico aereo della stagione turistica invernale, seconda per importanza dietro solo a quella estiva, hanno in qualche modo retto alle fluttuazioni negative dovute alla diffusione del Covid-19. Soprattutto, al momento, è la possibile incidenza delle varianti, Omicron su tutte, a rendere ancora incerto l’orizzonte del mondo aeronautico.

A fronte di ciò, con un traffico assestatosi a circa il 75% dei livelli su base 2019, i grandi trust aeronautici pianificano a spron battuto le nuove rotte per l’anno 2022.

Lufthansa, dopo 19 anni, tornerà a giugno 2022 ad effettuare un volo transoceanico diretto tra Francoforte e Saint Louis tre volte a settimana. La compagnia tedesca espanderà inoltre il network con rotte dirette per Rio de Janeiro e San Diego, riportando in linea 5 aerei A-340/600. Si punta anche a sostenere la domanda per la premium class, probabilmente ritenendo centrali per l’utenza aspetti quali l’esclusività, il distanziamento, l’accesso ad una safety igienica superiore. 

Il network Iag per mezzo di British Airways ha annunciato voli diretti con Portland, così come Iberia con Dallas. 

Qantas ha da poco annunciato il ritorno del volo diretto con Roma, unica città europea servita dal colosso down under. Su questo ha inciso la chiusura dello spazio aereo afghano, così che volare dall’Australia per rotte nord-europee comporterebbe un aggravio temporale fino a 90 minuti, un’enormità per voli così lunghi.

Seguendo così le linee di costa del modello hub-and-spoke, con un grosso centro aeroportuale a fare da attrattore per una costellazione di medi e piccoli centri, le compagnie succitate stanno pianificando le relative rotte di collegamento per trasportare quanti più passeggeri saranno disponibili.

Anche ITA Airways vorrebbe porsi, sulla carta, come competitor dei grandi trust intercontinentali, cercando dal prossimo anno di intercettare le linee di crescita del trasporto aereo che, nonostante la pandemia, sono segnalate da molte società di analisi.

Perché allora utilizzare, come in un recente passato non proprio florido, oltre l’hub di Fiumicino anche l’aeroporto di Linate come porta da e verso l’Europa favorendo le altre compagnie che attenderanno a braccia aperte quei passeggeri a cui si renderà facile l’utilizzo di Francoforte, Parigi, Londra?

Si ha chiara l’idea della necessità di assumere nel breve periodo, e non licenziare come improvvidamente comunicato per vie e modi non proprio eleganti, per far fronte all’aumento, almeno presente nel piano industriale, delle rotte per evitare di non riuscire ad espandere velocemente il network? Senza dipendenti infatti gli aerei non volano.

Ci si crede veramente al sogno di tornare ad essere una compagnia aerea?

red - 1241540

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
Similar