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CLARA MOSCHINI

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Allerta tsunami: collegamenti cancellati o ritardati nelle isole Hawaii

Alaska Airlines e Hawaiian Airlines le compagnie più coinvolte

Nella notte si è registrato uno dei terremoti più forti mai avvenuti, di magnitudo 8.8, con una profondità di 20,7 chilometri e con epicentro nella penisola di Kamchatka, nell'estremo oriente russo a circa 119 chilometri a sud-est della città di Petropavlovsk-Kamčatskij: onde fino a cinque metri si sono riversate come conseguenza del terremoto. L'evento sismico ha provocato una allerta tsunami sulle coste di Cina, Giappone, Russia, isole Hawaii, isole Galapagos, Polinesia e Filippine comportando la chiusura, per intero o parziale, degli aeroporti collocati nelle aree costiere a rischio. Almeno in Russia e Giappone al momento in cui scriviamo non si sarebbero registrati morti o danni gravi, secondo quanto dichiarato dalle autorità locali. 

Diversi i collegamenti aerei cancellati o ritardati dopo l'allerta, soprattutto da, per e all'interno delle isole Hawaii. I vettori aerei coinvolti sono Alaska Airlines, American Airlines, Delta Air Lines, Hawaian Airlines, Southwest Airlines, United Airlines, WestJet e Jetstar. Alaska Airlines in particolare ha comunicato: "Stiamo monitorando un'allerta tsunami per le Isole Hawaii e alcune zone dell'Alaska e stiamo valutando le nostre operazioni di volo. Stiamo sospendendo le partenze per le isole con Hawaiian Airlines e Alaska Airlines. Per precauzione, i voli diretti alle Hawaii stanno tornando sulla terraferma o deviando a seconda delle necessità". Anche i porti hawaiani sono bloccati: la Guardia costiera statunitense ha stabilito l'obbligo per tutte le navi commerciali di evacuare gli scali e di chiuderli al traffico in arrivo. 

Sebbene nelle ultime ore alcuni collegamenti aerei siano ripresi e progressivamente l’allarme stia rientrando, è consigliabile, per chi dovesse partire da uno degli scali costieri potenzialmente coinvolti, di contattare la propria compagnia aerea prima di recarsi in aeroporto. In totale l'allarme ha coinvolto i seguenti Paesi: 

Russia (in particolare la penisola della Kamchatka e la città di Severo-Kurilsk);  Giappone (con raccomandazioni di evacuazione per oltre due milioni di persone in 229 comuni e onde registrate in diverse località, inclusa un'onda di 1,3 metri nel porto di Kuji); Hawaii (dove le prime onde sono arrivate e la più alta ha raggiunto 1,74 metri); Stati Uniti (costa occidentale, in particolare il nord della California, con onde registrate a Crescent City, e allerta anche per la costa occidentale dell'Alaska); Polinesia Francese (con previsioni di onde alte fino a 4 metri per l'arcipelago delle Isole Marchesi); Guam (allerta inizialmente diramata e poi ritirata); Ecuadorb; Perù; Colombia (con ordine di evacuazione sulla costa del Pacifico); Cile; Papua Nuova Guinea; Isole Salomone; Vanuatu; Taiwan (onde hanno raggiunto l'isola); Cina orientale (previsto arrivo di onde sulle zone costiere dello Zhejiang e Shanghai, poi allerta revocata); Nuova Zelanda (allerta per tutte le zone costiere, inclusa l'Isola del Nord, l'Isola del Sud, l'Isola Stewart e le Isole Chatham); Filippine; Indonesia; Messico (costa pacifica). L'allarme tsunami è rientrato in Kamchatka dopo diverse ore e alcune allerte sono state revocate in altre aree, ma la situazione è stata monitorata attentamente in tutto l'Oceano Pacifico.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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