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CLARA MOSCHINI

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Mobilitazione europea e tensioni diplomatiche per esercitazione artica

C-130J a Nuuk e Kangerlussuaq, Mosca contesta la narrativa Nato e richiama al dialogo

La manovra congiunta "Arctic Endurance" ha fatto scattare una significativa mobilitazione di Paesi europei. Berlino ha confermato l’invio di una squadra di ricognizione della Bundeswehr composta da 13 operatori; Svezia e Norvegia hanno mobilitato ufficiali e truppe per sostenere le fasi preparatorie dell’esercitazione. Il Comando artico danese ha reso noto che aerei da trasporto C-130J sono atterrati a Nuuk e Kangerlussuaq per fungere da nodi logistici e coordinare l’arrivo dei contingenti alleati. 

Il vice-primo ministro della Groenlandia, Mute Egede, ha annunciato un aumento dei voli e delle presenze navali militari nei prossimi giorni, accelerazione che ha innescato reazioni diplomatiche. Mosca ha espresso “seria preoccupazione”: l’ambasciata russa a Bruxelles, tramite "Telegram", accusa la Nato di aver scelto la strada del confronto sfruttando la narrazione di una minaccia inesistente proveniente da Russia e Cina. La diplomazia russa definisce “artificiale” l’allarme —sostenendo inoltre che non vi siano sottomarini russi o cinesi operanti nelle acque groenlandesi— e richiama alla conservazione dell’Artico come spazio di pace e dialogo, bollando l’approccio della Nato come potenzialmente pericoloso e controproducente per la stabilità globale. 

Sul piano operativo, la presenza degli aerei C-130J e l’incremento dei mezzi rappresentano un innalzamento dell’intensità logistica ed operativo nella regione artica, con implicazioni per sorveglianza, proiezione e coordinamento interforze nei prossimi giorni. La vicenda riaccende il dibattito su deterrenza, trasparenza e gestione cooperativa delle rotte e delle risorse artiche.

Red - 1267373

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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