"Pax Silica": cooperazione Usa-Taiwan su chip, minerali e supply chain
Azioni per resilienza tecnologica, certificazioni Uav e contrasto alla coercizione economica
Gli Stati Uniti e Taiwan hanno tenuto il sesto “Economic Prosperity Partnership Dialogue” il 27 gennaio, sotto l’egida dell’American Institute in Taiwan e dell’Ufficio di rappresentanza economica e culturale di Taipei a Washington, ha reso noto il Dipartimento di Stato Usa. A condurre i lavori sono stati il sottosegretario statunitense per gli affari economici Jacob Helberg ed il ministro taiwanese degli affari economici Kung Ming-hsin. Durante l’incontro è stata firmata una dichiarazione congiunta nota come “Pax Silica”, che istituzionalizza la cooperazione sulla sicurezza economica basata su prosperità condivisa, avanzamento tecnologico e resilienza delle filiere produttive.
Washington ha riaffermato il ruolo strategico di Taiwan come partner industriale e nodo critico nella manifattura avanzata, con particolare rilevanza per lo sviluppo e l’implementazione dell’intelligenza artificiale. I temi tecnici affrontati hanno incluso il rafforzamento della sicurezza delle supply chain per tecnologie critiche, il consolidamento di infrastrutture digitali affidabili e protocolli di certificazione per componenti destinati a sistemi aerei senza pilota a controllo remoto (Uav, Unmanned Aerial Vehicle).
È stata altresì enfatizzata la collaborazione sulla disponibilità e la raffinazione di minerali critici, essenziali per semiconduttori, batterie e sensori avanzati. Al centro del dialogo anche misure per contrastare pressioni economiche coercitive, iniziative di cooperazione in Paesi terzi ed interventi per rimuovere barriere fiscali che ostacolano gli investimenti bilaterali. L’accordo mira a tradurre le intese politiche in strumenti operativi capaci di aumentare la resilienza industriale e tecnologica delle due economie, con ricadute dirette sui settori dell’aerospazio, della difesa e dell’elettronica avanzata.
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