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CLARA MOSCHINI

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Usa considerano attacchi su larga scala; Iran minaccia ritorsioni

Proteste a Teheran, pressioni Usa e proposta Ue di designare i Pasdaran

Dopo il fallimento dei negoziati sul programma nucleare iraniano, l’amministrazione statunitense starebbe valutando scenari di attacco su larga scala contro l’Iran. Secondo quanto riferito dalla "Cnn", la Casa Bianca sta esaminando opzioni che vanno da raid aerei mirati contro dirigenti e responsabili della sicurezza a strike su impianti nucleari e strutture governative. Teheran ha promesso una "risposta immediata, completa e senza precedenti" contro "l’aggressore, il cuore di Tel Aviv e chi lo sostiene". 

Il viceministro degli esteri Kazem Gharibabadi ha dichiarato che l’Iran è entrato in una "terza fase" del confronto con Israele e Stati Uniti, dopo il conflitto di dodici giorni del giugno 2025 e le recenti proteste interne che, afferma Teheran, avrebbero sostegno esterno. Il presidente Trump ha evocato l’invio di una "massiccia armata" e ha avvertito che, in assenza di un accordo, eventuali azioni future sarebbero "molto più gravi" delle precedenti. 

Davanti alla commissione affari esteri del Senato, Marco Rubio ha sostenuto che il regime iraniano sarebbe oggi "più debole che mai" e ha previsto un riaccendersi delle proteste con l’intensificarsi della pressione statunitense; ha inoltre criticato le dure repressioni viste nelle recenti manifestazioni. 

Sul fronte europeo, i ministri degli Esteri Ue dovrebbero approvare l’inserimento dei Guardiani della Rivoluzione (Pasdaran) nella lista delle sanzioni, qualificandoli come organizzazione terroristica. La responsabile della politica estera Ue, Kaja Kallas, ha dichiarato che la misura porrà i Pasdaran sullo stesso piano di Al‑Qaeda, Hamas e Daesh.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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