Veicoli ad idrogeno negli aeroporti: ostacoli e scenari
Costi, regolamentazione e formazione: leve per la decarbonizzazione delle operazioni a terra
Una ricerca dell'università di Newcastle, pubblicata sul Journal of the Air Transport Research Society, mette sotto la lente il potenziale dei veicoli ad idrogeno nelle operazioni di terra aeroportuali. Attraverso interviste a gestori aeroportuali, costruttori, fornitori di idrogeno ed operatori delle infrastrutture, lo studio rileva un consenso trasversale sui vantaggi ambientali ed operativi dei Fuel Cell Vehicle (Fcev) rispetto ai mezzi diesel: eliminazione delle emissioni locali, livelli sonori inferiori, tempi di rifornimento più rapidi rispetto ai veicoli elettrici a batteria (Bev) e autonomia compatibile con i cicli operativi intensivi degli scali.
Tuttavia, i ricercatori individuano barriere significative alla diffusione su larga scala: costi iniziali elevati dei veicoli e delle stazioni di rifornimento, carenza di infrastrutture dedicate (produzione e distribuzione H2), incertezza regolatoria in tema di sicurezza e la necessità di programmi formativi specialistici per il personale di terra. Lo studio sottolinea che senza incentivi economici mirati, piani di investimento infrastrutturale e linee-guida chiare per la gestione e la certificazione degli impianti, l'adozione rimarrà limitata. Gli autori concludono che, se integrate in una strategia di decarbonizzazione coordinata —che comprenda politiche di sostegno, standard operativi e formazione— le soluzioni a idrogeno possono rappresentare una leva concreta per aiutare gli aeroporti a raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica mantenendo la performance operativa.
AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency