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CLARA MOSCHINI

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Pyongyang minaccia ritorsioni per nuove intrusioni aeree con droni

Allerta sulla DMZ: escalation politica e problemi di regole d'ingaggio per Isr

Pyongyang ha avvertito oggi che risponderà con durezza se il proprio spazio aereo dovesse essere nuovamente violato da droni provenienti dalla Corea del Sud, alla luce della rivendicazione dell’abbattimento di un aereo da ricognizione a pilotaggio remoto avvenuto il mese scorso. L’episodio, e la retorica militare che ne è seguita, rischiano di mettere in crisi gli sforzi di riavvicinamento promossi dal presidente sudcoreano Lee Jae‑myung. Kim Yo‑jong, figura di primo piano nell’apparato nord-coreano e sorella del leader Kim Jong‑un, ha lanciato una dura nota: ha anticipato che il ripetersi di una “violazione della sovranità inalienabile” della Repubblica popolare democratica di Corea scatenerà “una risposta terribile”. Ha inoltre sottolineato che Pyongyang non intende accertare l’effettiva responsabilità dell’infiltrazione —se a compierla sia un singolo o un’organizzazione civile— prima di reagire. 

Dall’angolo operativo, il caso solleva questioni di regole d’ingaggio nei confronti di sistemi aerei non identificati e della gestione delle attività di Isr (Intelligence Surveillance Reconnaissance) lungo una DMZ ancora fortemente militarizzata. 

Sul piano politico, la minaccia nordcoreana complica il fragile dialogo bilaterale, aumentando il rischio di escalation in una regione dove la sovranità dello spazio aereo è considerata elemento cruciale per la deterrenza.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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