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CLARA MOSCHINI

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Medio Oriente in fiamme: raid, missili ed ondata di sfollati

Allerta militare globale, blackout digitale in Iran ed impatto sui mercati petroliferi

La crisi in Medio Oriente è precipitata: nuovi raid su Beirut ed offensivi iraniani contro obiettivi nella regione hanno generato vaste ondate di sfollamento ed una drammatica escalation militare e diplomatica. In Kuwait City sono state udite esplosioni confermate da giornalisti: il ministero della difesa ha reso noto che le difese aeree stanno fronteggiando missili e droni penetrati nello spazio aereo, ricordando inoltre i 67 militari feriti negli attacchi della scorsa settimana. 

Parallelamente, le autorità statunitensi hanno innalzato il livello di allerta interno: il direttore dell'Fbi Kash Patel ha ordinato la massima prontezza alle unità antiterrorismo e di intelligence, mentre la responsabile del Dipartimento per la sicurezza interna Kristi Noem ha dichiarato coordinamento con partner federali per contrastare minacce in patria. 

Sul piano regionale, Reza Pahlavi ha condannato gli attacchi di Teheran; gli Emirati segnalano l’intercettazione di numerosi missili e decine di droni, con allarmi civili a Dubai che hanno invitato la popolazione a ripararsi. L’Iran rivendica attacchi marittimi contro una petroliera americana ed annuncia l’impiego del missile Khorramshahr-4 con testata da due tonnellate; il "Washington Post" riferisce che Mosca avrebbe fornito supporto di intelligence a Teheran. 

Le conseguenze umanitarie sono pesanti: raid in Libano avrebbero provocato circa 500.000 sfollati; l’Unicef denuncia circa 180 bambini morti dall’inizio dell’escalation. Un’inchiesta giornalistica internazionale indica che investigatori militari Usa ritengono probabile il coinvolgimento di forze Usa nell’attacco alla scuola di Minab, dove sarebbero morte molte bambine, mentre il Pentagono mantiene indagini in corso. La dimensione economica è immediata: il ministro del Qatar avverte che un conflitto prolungato spingerebbe il petrolio verso i 150 $/barile; il WTI ha già segnato un +4% a 84,22 $. 

L’Italia invia almeno 160 militari della Marina nell’area di Cipro in coordinamento con Spagna, Francia e Paesi Bassi; il Governo ribadisce che ogni uso di basi nazionali richiederà il coinvolgimento del Parlamento. Lo stretto di Hormuz vede traffico quasi azzerato; l’Iran resta in un blackout digitale con connettività al 1%.

red - 1268145

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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