Primo discorso di Mojtaba Khamenei tra lutto e fermezza
Annuncia le vittime familiari ed afferma la continuità del comando nazionale
Nel suo primo intervento ufficiale come guida suprema, Mojtaba Khamenei ha confermato la morte del padre e ha dichiarato di aver assistito personalmente al ritrovamento del corpo. Nel discorso, il nuovo leader ha inoltre reso noto che nell’attacco aereo hanno perso la vita la moglie, una delle sorelle, una nipote ed il coniuge dell’altra sorella. Riferendosi al genitore, Khamenei ha parlato con toni solenni: ha raccontato di aver avuto "l’onore" di vedere il corpo dopo il martirio e ha descritto l’impressione che gli ha lasciato, parlando di una figura imponente nella sua fermezza. Ha aggiunto che la mano, benché intatta, era chiusa a pugno, simbolo — nelle sue parole— di risolutezza estrema. Il discorso, teso e carico di emotività, segna l’esordio pubblico del nuovo corso alla guida dello Stato e mette subito in evidenza l’impatto personale e familiare dell’attacco. Le dichiarazioni di Khamenei riflettono sia la dimensione privata del lutto sia l’intento politico di trasformare la tragedia in un messaggio di fermezza e continuità del potere.
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