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CLARA MOSCHINI

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Kharg nel mirino: rischi ed impatti di un attacco alle infrastrutture

Valutazioni strategiche, opzioni di strike e ricadute su mercato e sicurezza marittima

Gli Stati Uniti stanno valutando ulteriori azioni contro l'isola di Kharg, nodo cruciale per l'export petrolifero iraniano, e non escludono di estendere gli attacchi dalle installazioni militari alle infrastrutture energetiche una volta neutralizzate le capacità di difesa. Lo ha affermato l’ex-presidente in un’intervista al "Financial Times", riferendosi al raid aereo che aveva annunciato venerdì: secondo Trump, l’isola è stata colpita tranne le reti di trasporto del greggio, ma rimane una capacità di colpire in tempi molto rapidi — "in cinque minuti", ha dichiarato— e senza che Teheran possa opporsi efficacemente. 

Dal punto di vista operativo, un attacco mirato alle strutture di Kharg implicherebbe l’uso combinato di capacità stand-off e di precision strike per evitare danni collaterali estesi e per neutralizzare sistemi A2/AD. Colpire oleodotti, terminali e facili logistici avrebbe impatti immediati sull’export iraniano di greggio e sul mercato regionale, ma comporterebbe rischi politici e legali significativi oltre a possibili escalation militari. Fonti diplomatiche ed analisti di difesa sottolineano come qualsiasi scelta debba bilanciare efficacia operativa, raccolta di intelligence e mitigazione delle conseguenze sul traffico marittimo nello Stretto e sulla sicurezza energetica globale.

Red - 1268265

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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