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CLARA MOSCHINI

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A rischio rifornimenti Jet A-1: voli a lungo raggio minacciati

Esportazioni sospese e strozzature nel Golfo comprimono scorte, costringendo a ripianificare rotte

Vettori aerei ed autorità del settore sono state messi in guardia: da aprile potrebbe manifestarsi una carenza fisica di carburante per aviazione, con conseguenti cancellazioni soprattutto sulle rotte a lungo raggio al termine del picco pasquale. I mercati petroliferi collegano il rischio alla prolungata interruzione dello Stretto di Hormuz: scorte che non vengono reintegrate e capacità di esportazione ridotta stanno erodendo rapidamente i depositi. 

Il Vietnam è stato tra i primi a segnalare possibili stop ai voli dal prossimo mese, dopo che Cina e Thailandia hanno sospeso le esportazioni per preservare le riserve; si teme che altri Paesi possano imitare la misura. 

Per molte rotte il problema non è solo imbarcare carburante in partenza, ma garantire il rifornimento per il volo di ritorno: senza questa certezza, gli operatori preferiranno cancellare piuttosto che rischiare aerei “bloccati” all’estero. 

Il Regno Unito è particolarmente esposto: circa i due terzi del fabbisogno dipendono da importazioni dal Golfo (Kuwait, Arabia Saudita, Emirati), mentre la raffinazione domestica copre solo circa un terzo della domanda, secondo l’ultimo rapporto governativo. 

In Europa i prezzi del Jet A-1 hanno toccato valori record, quasi raddoppiati rispetto a prima del conflitto, con aumenti superiori a quelli del greggio per via della dipendenza dalle esportazioni dal Medio Oriente. 

Iata (International Air Transport Association) ha richiamato l’attenzione sulle vulnerabilità della catena di approvvigionamento. Lo studio legale Watson Farley & Williams avverte che danni alle raffinerie regionali e scorte globali limitate riducono la capacità di fornire carburante; se i depositi degli aeroporti si esaurissero per settimane, le compagnie dovrebbero ridurre i programmi di volo. Alcuni esperti osservano però che hub alternati in Medio Oriente e trasporto via terra potrebbero mitigare in parte l’impatto a breve termine. Governi e vettori stanno monitorando la situazione: il dipartimento dei trasporti britannico dichiara coordinamento con le compagnie; l’Australia segnala circa 29 giorni di scorte; la Thailandia ha bloccato le esportazioni, influenzando i vicini. 

Il settore si prepara a scenari che, anche in caso di rapida cessazione del conflitto, richiederanno mesi per tornare alla normalità.

Red - 1268337

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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