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CLARA MOSCHINI

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Aereo F-35 conteso: l'Iran rivendica, Washington smentisce

Immagini di Stato contro comunicati militari: quesiti su danni, avionica e capacità stealth

Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, ha descritto l'episodio come la caduta di un simbolo: secondo il suo intervento sui social, l'aereo F‑35 non sarebbe stato soltanto un caccia, ma l'emblema dell'invulnerabilità e della presunzione militare statunitense, una sorta di “segno” che si riteneva invisibile e superiore. “La mano di Dio è al di sopra delle loro mani”, ha scritto Ghalibaf, sostenendo che per la prima volta quel simbolo sia stato colpito e che ciò rappresenti il cedimento di un ordine. I media statali iraniani hanno diffuso immagini che, secondo Teheran, mostrano il momento dell’abbattimento del velivolo nei cieli iraniani e l’atterraggio d’emergenza successivo. 

L’annuncio contrasta però con la versione fornita dal comando centrale statunitense: Centcom afferma che il jet è rientrato in sicurezza su una base americana e che il pilota è in condizioni stazionarie. La discrepanza tra le due ricostruzioni rimane centrale: da una parte rivendicazione e prove diffuse dalla televisione di Stato, dall’altra comunicato ufficiale che parla di atterraggio controllato e personale incolume. 

Sul piano tecnico, un F‑35 forzato ad un “emergency landing” solleva questioni su danni strutturali, sistemi avionici e capacità stealth, ma finché non saranno verificati dati indipendenti ogni valutazione resta provvisoria.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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