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CLARA MOSCHINI

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Vulnerabilità Uas: hub logistici e depositi petroliferi nel mirino

Aumento di attacchi a bassa quota mette alla prova difese e catene di fornitura

Sirene d’allarme hanno risuonato ripetutamente nel Kuwait nelle prime ore di oggi, mentre i pompieri rimangono al lavoro per domare un incendio all’aeroporto internazionale colpito circa 24 ore fa da due aerei senza pilota che hanno centrato un serbatoio di carburante. L’episodio ha messo in luce la vulnerabilità degli hub logistici e delle infrastrutture energetiche ad attacchi aerei a bassa firma radar. 

Negli stessi giorni si registrano episodi simili nel Golfo: le autorità del Bahrein hanno dichiarato spento un rogo in un impianto nella zona di Muharraq senza riportare feriti; negli Emirati Arabi Uniti sono scattati allarmi antiaerei in varie località; l’Arabia Saudita ha annunciato l’intercettazione di oltre una dozzina di droni nella provincia orientale, area che concentra gran parte degli asset petroliferi del Regno. 

Il quadro operativo riflette un’escalation nel conflitto regionale —con Stati Uniti, Israele ed Iran coinvolti— entrato nella quarta settimana. Le conseguenze sono già evidenti: danni significativi ad infrastrutture energetiche e corridoi logistici strategici, aumento delle misure di difesa aerea e pressioni sulle catene di approvvigionamento. 

Per operatori e pianificatori del settore è tempo di rivalutare procedure di protezione dei depositi di carburante e di resilienza aeroportuale, tenendo conto di minacce asimmetriche a bassa quota e della crescente diffusione degli Uas (Unmanned Aerial System, sistemi aerei senza pilota a controllo remoto). Restano prioritarie la sicurezza del personale e la continuità delle operazioni civili ed industriali nella regione.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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