Aeroporti sardi, polemica sul ruolo marginale della Regione
F2i, Sogaer e Camera di Commercio creano holding: opposizioni denunciano privatizzazione
La Giunta regionale ha dato il via libera ad un progetto che, nelle intenzioni ufficiali, dovrebbe unificare la gestione dei tre aeroporti sardi. Ma per il presidente del Psd'Az, Antonio Moro, l'operazione riconsegna alla Regione un ruolo più simbolico che strategico nella nuova compagine azionaria. Moro, che in passato ha ricoperto l'incarico di assessore ai Trasporti nella Giunta Solinas e si è sempre opposto alla fusione tra gli scali di Olbia ed Alghero, denuncia ora che l'intesa in corso —promossa dall'esecutivo guidato da Alessandra Todde — non garantirebbe il controllo pubblico. Quel processo di consolidamento del Nord Sardegna era già stato completato ed ora l'accordo coinvolge anche lo scalo di Cagliari. I soggetti al tavolo sono F2i Ligantia, che detiene già le società di gestione dei due aeroporti settentrionali; la Camera di Commercio di Cagliari ed Oristano, titolare del 94,4% di Sogaer (la società che gestisce lo scalo di Cagliari-Elmas); e la Regione Sardegna. È prevista la creazione di una nuova holding in cui l'ente regionale entrerebbe con una partecipazione del 9,25%.
Secondo l'ex-assessore, una quota di tale entità equivale ad un “socio ornamentale”: insufficiente per condizionare le scelte strategiche o per consolidare un vero “azionariato pubblico” capace di bilanciare la componente privata. Per il leader Psd'Az non si realizzerebbe una rete industriale sarda, ma piuttosto una privatizzazione mascherata, celata sotto la forma di una presunta alleanza istituzionale.
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