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CLARA MOSCHINI

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Recupero pilota Usa in Iran mette alla prova il legame con Israele

Cooperazione e discrepanze: valutazioni su intelligence, canali aperti e supporto operativo

Il recupero del pilota statunitense, disperso in territorio iraniano dopo l’abbattimento del suo aereo F-15, è stato accolto a Tel Aviv come testimonianza della solida intesa con Washington. 

Il ministro della difesa Israel Katz, citato da "Ynet", ha espresso le sue congratulazioni ai colleghi americani per il ritorno del militare in condizioni di sicurezza, definendo l’episodio un’ulteriore conferma della cooperazione bilaterale anche in scenari operativi complessi. Il commento ufficiale sottolinea come, in ambito della gestione di crisi e delle operazioni di recupero, prevalgano coordinamento e condivisione di risorse informative e logistiche tra i due Paesi. Fonti istituzionali israeliane hanno messo in evidenza il valore strategico di mantenere canali aperti con gli alleati quando si tratta di assetti, intelligence e supporto sul campo. Tuttavia, una nota di discordanza arriva da "Canale 12", vicino al governo Netanyahu, che ha riportato come Israele non abbia fornito assistenza diretta alle autorità statunitensi nel localizzare il militare.

La differenza fra i comunicati evidenzia sia la sensibilità delle attività di recupero in aree ad alto rischio sia la discrepanza tra dichiarazioni pubbliche ed informazioni riservate sulle modalità di supporto operativo.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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