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CLARA MOSCHINI

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Codici: rimborso dovuto quando check-in on-line Ryanair non funziona

Associazione intensifica impegno a difesa dei passeggeri aerei

Continua senza sosta l’attività dello Sportello istituito dall’associazione Codici (Centro per i diritti del cittadino) con l’obiettivo di raccogliere le testimonianze dei viaggiatori che incontrano ostacoli nel check-in on-line del vettore aereo Ryanair e di offrire supporto concreto per il riconoscimento di un indennizzo a fronte dei disservizi subiti.

“Dalle segnalazioni –dichiara Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici– emergono varie criticità legate ad un servizio che, anziché semplificare le operazioni di imbarco, finisce per complicarle ulteriormente. In diversi casi i passeggeri si sono trovati a dover sostenere spese aggiuntive impreviste. Molti riferiscono di non riuscire ad accedere ad app o sito di Ryanair, altri raccontano di essere stati costretti ad abbandonare la procedura a causa di interruzioni ripetute. L’impossibilità di completare il check-in on-line obbliga il passeggero a rivolgersi al banco in aeroporto, con conseguente addebito di un costo supplementare. Stiamo inoltre esaminando la condotta della compagnia, poiché tale spesa non verrebbe comunicata in modo trasparente dal servizio di assistenza clienti. Il check-in on-line nasce per agevolare i passeggeri, non per diventare un’altra fonte di disagio. Quando un servizio non eroga le prestazioni promesse, la responsabilità non può ricadere su chi viaggia”.

Al malfunzionamento del check-in on-line di Ryanair si aggiunge un’altra questione. È quella relativa al nuovo regolamento che, in alcuni capitoli, riguarda il comportamento dei passeggeri. “La compagnia ci accusa di voler difendere i viaggiatori molesti o scorretti –afferma Giacomelli–, ma in realtà quello che noi diciamo è che non può comportarsi come uno sceriffo, per di più al di sopra della legge. Nei propri yermini e vondizioni, sono state inserite due clausole, la 11.1 e la 11.2, con cui Ryanair si attribuisce facoltà del tutto estranee al ruolo di un vettore aereo, arrogandosi prerogative assimilabili a quelle delle forze dell’ordine ed introducendo una sanzione automatica di 500 Euro. Tale importo può scattare persino per condotte definite ‘sgradevoli’ secondo la valutazione insindacabile della compagnia stessa, con la possibilità di addebitare la somma direttamente sulla carta di credito del passeggero, senza che questi abbia alcuna possibilità di replica, senza contraddittorio e senza alcun riscontro oggettivo. Si tratta, in sostanza, di una forma di giustizia privata esercitata a bordo degli aeromobili. Ci siamo rivolti al Tribunale di Milano –conclude il segretario nazionale di Codici–, chiedendo di accertare la nullità e l’illegittimità di queste clausole introdotte da Ryanair”.

red/f - 1268578

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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