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CLARA MOSCHINI

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Iata: mesi per normalizzare forniture e prezzi del jet fuel

Deviazioni temporanee non compensano i danni alle raffinerie né la ricostituzione delle scorte

Anche se lo Stretto di Hormuz dovesse tornare pienamente operativo, serviranno mesi prima che i rifornimenti ed i listini del carburante per aviazione ritornino a condizioni ordinarie. Lo ha dichiarato a Singapore Willie Walsh, direttore generale Iata (International Air Transport Association, associazione internazionale trasporto aereo), richiamando l’attenzione sulle interruzioni della capacità di raffinazione nel Medio Oriente e sulla forte concentrazione geografica di impianti critici. 

Secondo il dg, la riapertura delle rotte marittime—seppur fondamentale, visto che attraverso Hormuz transita circa un quinto del petrolio e del gas mondiale— non cancella immediatamente il deficit produttivo imposto dai danni o dagli stop agli impianti downstream: la ricostituzione delle scorte ed il ripristino dei flussi logistici richiederanno tempo. Per il settore dell'aviazione ciò si tradurrà inevitabilmente in un impatto sui costi operativi e, di conseguenza, sui prezzi dei biglietti aerei. 

Il direttore generale ha inoltre osservato che le deviazioni di traffico verso vettori aerei non del Golfo sono soluzioni temporanee: la capacità e l’efficienza degli hub del Golfo rimangono difficili da sostituire e, quando la situazione si stabilizzerà, è probabile una rapida ripresa della loro centralità. L’accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti ed Iran, che ha preceduto una riduzione delle quotazioni petrolifere, può alleviare le pressioni di breve periodo ma non accelera automaticamente il ritorno alla piena normalità delle forniture di jet fuel.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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