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CLARA MOSCHINI

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Grandi vettori aerei Usa: allarme antitrust su ipotesi di integrazione

American smentisce voci: scenario regolatorio difficile per una società al 40% del mercato

Le azioni di American Airlines hanno avviato la seduta premarket con una flessione del 3,2% dopo che il vettore aereo ha smentito categoricamente indiscrezioni su un’eventuale fusione con United Airlines. In una nota pubblicata venerdì, poco dopo la chiusura dei mercati, la compagnia ha chiarito di non essere né coinvolto né interessato a colloqui di natura aggregativa con United. American ha aggiunto che un’operazione di questo tipo sarebbe lesiva della concorrenza e svantaggiosa per i consumatori, oltre a risultare incompatibile con l’interpretazione che attribuisce l’amministrazione in carica alle norme antitrust ed alla politica settoriale. La dichiarazione punta quindi non solo a liquidare le voci, ma anche a segnalare la prevedibile difficoltà regolatoria per una megafusione tra due grandi network carrier statunitensi. 

Secondo i resoconti, l’ipotesi sarebbe stata avanzata da Scott Kirby di United all’amministrazione Trump già in febbraio, ed i colloqui sarebbero stati oggetto di valutazione interna fin dall’autunno precedente. La consolidata struttura del mercato rende tuttavia complesso qualsiasi tentativo di integrazione: insieme a Delta e Southwest, American ed United controllano circa l’80% della capacità sui voli domestici. L’analisi di Oag evidenzia che una fusione tra i due operatori porterebbe la nuova entità a detenere approssimativamente il 40% della quota di mercato nazionale, una soglia che inevitabilmente attirerebbe l’attenzione di regolatori ed autorità antitrust per i rischi di riduzione della concorrenza ed aumento dei prezzi.

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