Rincari ancillari: bagagli e servizi fanno salire il conto
Compagnie rivedono revenue management: rischio perdita di domanda sulle rotte price-sensitive
La crisi che sta investendo il trasporto aereo —tra caro-carburante ed il crollo della domanda su alcune rotte— rischia di trasferirsi sulle tasche dei viaggiatori attraverso un aumento generalizzato dei servizi accessori. Lo segnala "RimborsoAlVolo", società di assistenza ai passeggeri, che ha diffuso dati settoriali allarmanti sul tema degli ancillary revenues.
Secondo l'azienda, non è più solo un’ipotesi: già alcune compagnie statunitensi hanno aumentato di 10 Euro la tariffa per il primo bagaglio registrato, mentre il gruppo Lufthansa ha introdotto il pagamento del bagaglio a mano sui collegamenti a corto raggio per chi acquista la tariffa Economy Basic. Questi interventi anticipano una possibile estensione dei rincari anche al mercato europeo per servizi come l’imbarco prioritario, la scelta del posto ed altri supplementi. Il problema non è marginale: i supplementi aggiunti al prezzo base trasformano profondamente il costo finale del viaggio.
I dati citati da "RimborsoAlVolo" mostrano che, in alcuni casi, il totale pagato dal passeggero può arrivare a superare di centinaia di punti percentuali la tariffa pubblicata inizialmente — con incrementi che arrivano fino al 443% rispetto al prezzo base. Per operatori e responsabili di tariffazione si profila l’urgenza di rivedere le strategie di revenue management, bilanciando l’esigenza di recuperare margini con il rischio di perdere domanda su rotte price-sensitive. Per i passeggeri, invece, la raccomandazione è monitorare attentamente le condizioni tariffarie e gli eventuali costi ancillari al momento dell’acquisto, perché il prezzo “da banco” potrebbe essere solo una frazione del conto finale.
AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency