Vettori aerei low-cost Usa chiedono 2,5 miliardi; ipotesi salvataggio Spirit
Divisioni interne alla Casa Bianca e resistenze del Congresso complicano possibili aiuti
Un raggruppamento che rappresenta i vettori aerei low-cost ha chiesto all'amministrazione Trump un sostegno di 2,5 miliardi di dollari per mitigare l'impennata dei costi del carburante causata dal conflitto con l'Iran. I dati di settore indicano che il prezzo del jet fuel in Nord America ha raggiunto circa 4,10 dollari al gallone, quasi l'88% in più rispetto ad un anno fa, spingendo molte compagnie ad aumentare le tariffe. L'Association of Value Airlines — che comprende aviolinee come Allegiant, Avelo, Frontier e Sun Country — propone un fondo di liquidità destinato esclusivamente a compensare l'incremento del prezzo del carburante, definendolo un intervento temporaneo per preservare la concorrenza e mantenere i biglietti accessibili. Il gruppo ha chiesto inoltre al Congresso la sospensione temporanea dell'accisa del 7,5% e della tassa di 5,30 dollari per tratta applicata per passeggero.
Parallelamente, Spirit Airlines sta negoziando con l'amministrazione un prestito fino a 500 milioni di dollari che includerebbe warrant attraverso i quali il governo potrebbe arrivare a detenere fino al 90% della compagnia, ora al secondo fallimento in due anni. In udienza fallimentare l'avvocato di Spirit, Marshall Huebner, ha sottolineato l'urgenza di trovare liquidità e ha confermato colloqui con i creditori sul piano proposto, che prevederebbe priorità governativa sui beni.
Un legale dei creditori, Michael Stamer, ha preso visione di un documento preliminare. La Casa Bianca ha dichiarato di monitorare la situazione del settore, ma ha rinviato al governo le decisioni su eventuali interventi.
All'interno dell'amministrazione la proposta incontra opinioni divergenti: il segretario al commercio Howard Lutnick sostiene l'operazione, mentre il segretario ai trasporti Sean Duffy ha espresso dubbi sulla sostenibilità economica dell'intervento. Sul piano politico il salvataggio appare controverso e difficilmente attuabile senza il via libera del Congresso; per alcuni rimane anche l'ipotesi — complessa e qualificata — di invocare il Defense Production Act motivando l'intervento con ragioni di sicurezza nazionale.
AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency