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CLARA MOSCHINI

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Enav: quale eredità lascia Pasqualino Monti?

Analisi del suo triennio tra record di traffico e criticità strutturali

Il passaggio di consegne di Pasqualino Monti dalla guida di Enav (Società nazionale assistenza volo) a quella di Terna, avvenuto in questo aprile 2026, non segna solo un cambio di vertice. Rappresenta, di fatto, la fine di un triennio complesso che lascia in dote alla società che gestisce il traffico aereo italiano un bilancio polarizzato: da una parte ricavi sostenuti da un traffico in ripresa post-pandemica, dall'altra una struttura di costi che appare sempre più rigida e interrogativi irrisolti su strategia e innovazione.

Il paradosso del bilancio: costi vertiginosi

Nel corso del mandato di Monti, Enav ha navigato in acque finanziarie apparentemente tranquille, beneficiando del fisiologico rimbalzo del settore aereo. Tuttavia, scavando sotto la superficie dei ricavi, emerge una preoccupante "tassa" operativa. I costi di gestione sono lievitati, trainati non solo dall'inflazione, ma da una struttura di spesa che sembra essersi assestata su livelli difficilmente comprimibili.

La critica principale che accompagna l'uscita di scena dell'ex-amministratore delegato riguarda proprio la natura di questi costi. Molti osservatori si interrogano: quanto di questa spesa è stata effettivamente trasformata in valore aggiunto tecnologico? O, al contrario, si tratta di una gestione che ha privilegiato la manutenzione dell'esistente rispetto al salto di qualità verso sistemi di controllo volo di nuova generazione, più efficienti e meno onerosi nel lungo periodo?

Assenza di strategia o gestione ordinaria?

Uno dei temi più caldi del dibattito è la percezione di un'assenza di visione strategica innovativa (il free route, tanto sbandierato, era stato introdotto da Roberta Neri, così come la digitalizzazione delle torri). Mentre i competitor europei accelerano verso la digitalizzazione spinta dei cieli, Enav è stata spesso al centro di cronache legate a guasti tecnici —emblematico il blackout del giugno 2025— che hanno sollevato dubbi sulla resilienza delle infrastrutture. L'impressione, condivisa da diverse voci critiche nel settore, è che la gestione Monti abbia preferito la navigazione a vista, garantendo i risultati economici di breve periodo senza però imprimere quella svolta tecnologica necessaria a rendere l'azienda leader nel settore aerospaziale europeo. Molti ancora si chiedono che fine hanno fatto i tanti progetti di investimento comunicati al mercato e nei telegiornali nazionali (l’acquisto dell’aeroporto di Palermo, il progetto dei droni con Amazon, solo per citarne alcuni). Di questi progetti, mai nati ma tanto pubblicizzati, i più maliziosi dicono siano rimasti in Enav solo i costi.

Verso il futuro

L'eredità lasciata da Pasqualino Monti e dal suo team (da quanto noto, infatti, con lui in Terna dovrebbero transitare il responsabile strategie, il responsabile Comunicazione e la sua inseparabile addetta stampa) è dunque quella di una società "in salute" nei numeri, ma tecnologicamente "stanca" nelle fondamenta. Il compito che attende la nuova governance è tutt'altro che semplice: occorre disinnescare la bomba dei costi operativi ricorrenti e ripensare radicalmente il ruolo di Enav. Non più solo un ente di controllo, ma una tech-utility che faccia dell'innovazione, e non della sola gestione del traffico di sorvolo, il proprio driver di crescita.

Red - 1268946

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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