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CLARA MOSCHINI

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SpaceX cerca i siti per i futuri spazioporti globali

E punta ad una rete di scali terrestri ed offshore per i voli suborbitali mondiali

È una strategia che guarda ben oltre il solo mercato dei lanci: SpaceX sta cercando nuove località, negli Stati Uniti e fuori dal Paese, per sviluppare quelli che Elon Musk definisce i porti spaziali più avanzati al mondo. Lo stesso fondatore ed ad lo ha ribadito su "X", confermando quanto già indicato dall’azienda di sua proprietà: per rendere operativi i viaggi suborbitali point-to-point per passeggeri e merci, il gruppo ha avviato la selezione di siti costieri ed off-shore in diverse aree del pianeta, privilegiando zone isolate ma comunque connesse ai grandi hub finanziari internazionali. L’idea è quella di gestire i futuri spazioporti con una logica assimilabile a quella degli aeroporti commerciali ad alta frequenza.

Il programma industriale ruota attorno ad un impiego intensivo di Starship, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a migliaia di voli l’anno. Nelle intenzioni di SpaceX, le nuove versioni del sistema dovranno sfruttare la velocità dei razzi commerciali per collegare qualsiasi città del mondo in meno di un’ora, mentre la gran parte delle rotte internazionali dovrebbe essere coperta in appena 30 minuti. In questo scenario, i collegamenti Terra-Terra diventerebbero una soluzione pensata soprattutto per trasporto-passeggeri ultra-rapido, turismo e business.

Intanto, il 12esimo volo di test è fissato ufficialmente per martedì 19 maggio 2026 presso SpaceX Starbase a Boca Chica, in Texas. Per l’azienda sarà il debutto operativo della nuovissima Versione 3 del mega-razzo, una variante riprogettata da zero, più grande, più potente e dotata dell’ultima evoluzione dei motori Raptor. Questo modello segna un passaggio tecnico rilevante perché introduce la capacità di effettuare voli orbitali completi e servirà anche ad iniziare i test delle tecnologie fondamentali per il rifornimento di propellente direttamente nello spazio.

Tra gli esempi di utilizzo figura la tratta New York-Shanghai, che dovrebbe richiedere circa 39 minuti invece delle tradizionali 15 ore di un volo aereo. Il volo suborbitale, compiuto sopra l’atmosfera terrestre, elimina la resistenza dell’aria, le interferenze meteorologiche e le turbolenze, mentre la cabina è progettata per accogliere un numero elevato di passeggeri, offrendo una alternativa radicale ai collegamenti intercontinentali convenzionali.

La stessa architettura promette anche un impiego logistico ad altissima priorità: Starship potrà trasferire fino a 100 tonnellate di carichi, armamenti o attrezzature umanitarie da una parte all’altra del globo in pochi minuti durante crisi geopolitiche o disastri naturali, oltre a consentire la spedizione immediata di componenti industriali critici, medicinali salvavita, organi per trapianti o beni di lusso di altissimo valore che richiedono tempi incompatibili con quelli dei normali cargo aerei.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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