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CLARA MOSCHINI

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Corteo a Sesto contro l’ampliamento di Peretola

Comitati ed amministratori in piazza per difendere la Piana e contestare la nuova pista

Duemila partecipanti, secondo gli organizzatori, oltre mille per le stime più prudenti: il corteo che a Sesto Fiorentino ha riunito comitati, associazioni, cittadini ed amministratori locali ha attraversato il centro per poi rientrare al Polo scientifico, dopo il passaggio in piazza della Chiesa, per ribadire il no all’ampliamento dell’aeroporto fiorentino di Peretola e chiedere invece un impegno concreto sul Parco della Piana.

Per Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana, l’appuntamento non va letto come un atto di mera opposizione: "Non è una manifestazione contro, ma una manifestazione 'per'", ha spiegato, indicando come obiettivi "il Parco agricolo della Piana, per una visione diversa di sviluppo sostenibile, per una visione diversa di territorio". Il presidente ha richiamato anche le criticità ambientali dell’area, ricordando che "la Piana è uno dei territori più inquinati ed antropizzati della nostra regione". E ha aggiunto un ulteriore elemento di critica al progetto: "quando entro un’ora di ferrovia abbiamo due altri scali intercontinentali, il 'Marconi' di Bologna ed il 'Galilei' di Pisa, ci sembra uno spreco di denaro pubblico".

Il fronte dei contrari include anche i sindaci dei Comuni coinvolti. Giuseppe Carovani, primo cittadino di Calenzano, ha definito l’intervento una prospettiva capace di produrre "uno stravolgimento per il nostro territorio drastico e drammatico", in aperta contraddizione, ha osservato, con "politiche urbanistiche sane portate avanti nel corso degli ultimi 40 anni".

Per Claudia Pecchioli, sindaco facente funzione di Sesto Fiorentino e tra gli amministratori che hanno presentato ricorso, la nuova pista resta "una scelta sbagliata". La fragilità del territorio, ha sottolineato, è un dato già emerso con forza negli eventi recenti: "Questo è un territorio fragile, l'abbiamo visto poco più di un anno fa con con l'alluvione di Sesto e con l'alluvione di Campi qualche mese prima".

Anche Lorenzo Falchi, ex-sindaco ed oggi capogruppo in Regione di Avs, ha ribadito la linea del ricorso: "il primo atto della sua nuova giunta", se vincerà Damiano Sforzi, "sarà quello di aggiornare ed integrare il ricorso al Tar, adeguandolo alle ultime modifiche apportate al decreto".

Dal mondo delle associazioni sono arrivate infine altre prese di posizione. Andrea, del presidio "No Aeroporto no inceneritore", ha richiamato le ragioni legate alla tutela del territorio: "Le nostre ragioni sono quelle della sicurezza idrica, idraulica, idrogeologica. Il nuovo aeroporto di Firenze è un progetto che comporta un grosso consumo di suolo, non solo i 2200 metri della nuova pista, come se fosse una striscia". Veronica, del Giardino dei fenicotteri, ha invece contestato un’impostazione culturale che associa in modo automatico infrastrutture e progresso: "l'abbinamento cemento uguale sviluppo" è, ha dichiarato, "una narrazione che deve terminare".

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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