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CLARA MOSCHINI

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Caso ENAV-ITA Airways: Nomine incrociate e l'ombra del conflitto d'interessi permanente.

Sotto la lente delle Autorità l'assegnazione delle cariche a Sandro Pappalardo e Antonella Ballone.

 A rischio la trasparenza del mercato e la tutela degli azionisti di minoranza.Nuove nubi si addensano sulla governance delle grandi società a controllo pubblico. Al centro delle polemiche vi sono le recenti nomine all'interno del Consiglio di Amministrazione di ENAV S.p.A., che hanno unito i destini della società di gestione del traffico aereo a quelli della compagnia di bandiera ITA Airways S.p.A.. Il doppio incarico conferito a due figure chiave del settore potrebbe far scattare un’indagine della CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) e dell’ANAC per potenziale conflitto di interessi e violazione delle norme di Corporate Governance.Il cuore della vicenda ruota attorno a due nomi: Sandro Pappalardo, già Presidente di ITA Airways, indicato e nominato come nuovo Presidente del CdA di ENAV S.p.A.; Antonella Ballone, già membro del CdA della stessa compagnia aerea, nominata consigliera di amministrazione in ENAV.Il cortocircuito istituzionale balza all'occhio analizzando la natura delle due aziende, entrambe controllate dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF). ENAV S.p.A. è una società quotata sul mercato regolamentato Euronext Milan e opera come fornitore esclusivo dei servizi di navigazione aerea civile nel nostro Paese. ITA Airways, d'altro canto, è la principale compagnia aerea nazionale ed è, a tutti gli effetti, uno dei maggiori clienti di ENAV, di cui usufruisce dei servizi dietro il pagamento di tariffe regolate.La sovrapposizione delle cariche configura, secondo gli esperti, un conflitto di interessi permanente. Come possono amministratori "interlocked" (incrociati) garantire l'imparzialità assoluta quando si tratterà di decidere sulle tariffe, sulle priorità operative o, scenario ancor più delicato, sulla gestione dei crediti che ENAV vanta nei confronti del vettore nazionale?La questione non è solo di opportunità politica o etica, ma investe precisi profili legali e di tutela dei mercati finanziari. Essendo ENAV una società quotata, la presenza di consiglieri legati a doppio filo a un cliente strategico rischia di ledere direttamente gli interessi degli azionisti di minoranza. Viene meno, di fatto, quel requisito di indipendenza e trasparenza rigidamente richiesto dal TUF (Testo Unico della Finanza) e dal Codice di Corporate Governance.Inoltre, l'intreccio sembra collidere frontalmente con il D.Lgs. 39/2013. La normativa vigente in materia di inconferibilità e incompatibilità negli enti privati in controllo pubblico pone infatti limiti severissimi al cumulo di incarichi per istituzioni che operano nel medesimo settore o in mercati strettamente regolati.Di fronte a questo scenario, la CONSOB potrebbe avviare un intervento ispettivo urgente nell'ambito delle sue funzioni di vigilanza sulle società quotate. La palla potrebbe passare presto anche all'ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione), l'organo deputato a vigilare sull'etica, l'integrità e il rispetto dei decreti sulle nomine pubbliche. Un asse ispettivo che potrebbe costringere i vertici dei cieli italiani a una rapida e inevitabile ritirata.

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