Carburante per l’aviazione, l’Europa passa l’estate senza allarmi
Produzione e scorte sostengono il mercato, ma i prezzi restano elevati
I vettori aerei europei guardano con crescente tranquillità alla stagione estiva: la combinazione di maggiore produzione, importazioni più consistenti e ricorso alle riserve strategiche sta riducendo il rischio di una penuria di carburante, secondo quanto riferisce il "Financial Times". Il quadro è cambiato rispetto alle settimane in cui la perdita delle forniture dal Medio Oriente, nel contesto della guerra con l’Iran, aveva fatto salire la tensione nel settore. Ora, ha spiegato oggi il ceo di Ryanair, Michael O'Leary, "quasi zero preoccupazioni sulle forniture di carburante in Europa" per l’estate. "C’era una reale preoccupazione uno o due mesi fa", ha aggiunto, indicando tra i fattori di sollievo l’aumento degli arrivi da Stati Uniti, Africa occidentale e Norvegia, oltre all’impiego di carburante russo da parte di alcune compagnie dell’Europa centrale, elementi che dovrebbero assicurare approvvigionamenti sufficienti.
Un contributo rilevante arriva anche dal lato della raffinazione. Il gruppo energetico spagnolo Repsol ha comunicato di aver incrementato la produzione di jet fuel del 20-25% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, adattando gli impianti per massimizzare la resa di cherosene e posticipando alcune manutenzioni programmate. "L’obiettivo era coprire la stagione estiva", ha spiegato Antonio Mestre, responsabile delle operazioni di raffinazione del gruppo.
Nel frattempo, l’Europa ha finora evitato interruzioni gravi, nonostante l’avvertimento diffuso ad aprile dall’International Energy Agency, che aveva indicato il rischio per il continente di restare senza carburante entro sei settimane. La risposta del settore non si è fatta attendere: diverse compagnie hanno tagliato alcune rotte a corto raggio meno redditizie. British Airways ha fatto sapere di avere disponibilità sufficienti per l’intera programmazione estiva, mentre Air France ha indicato che i propri aeroporti dispongono di scorte adeguate per diversi mesi.
Resta però alto il livello dei prezzi del jet fuel nel Nord Europa. Dopo il picco di 1.904 dollari per tonnellata toccato ad aprile, la quotazione si colloca intorno a 1.328 dollari, pari a circa il 60% in più rispetto ai livelli precedenti alla guerra.
AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency