Carburante in volo: la stretta sui conti dei big europei
Tra hedge e tensioni geopolitiche, cresce la pressione sui margini del settore aereo europeo
Il primo trimestre ha fotografato un quadro molto diverso tra i principali gruppi aerei europei: Iag è stato l’unico a chiudere in utile, con un risultato netto di 301 milioni di Euro, mentre Gruppo Lufthansa ed Air France-Klm hanno registrato rispettivamente perdite di 665 milioni e 252 milioni.
Dietro questi numeri pesa soprattutto l’impatto del rialzo del carburante legato al conflitto in Medio Oriente, che per Iag, Lufthansa ed Air France-Klm ha già assorbito un costo aggiuntivo di quasi 6 miliardi di Euro. Nel caso di Iag, la copertura del rischio di cambio del cherosene è fissata al 70% per il resto del 2026.
Guardando alla curva dei prezzi del carburante al 5 maggio, e considerando sia le posizioni di copertura sia i costi di sostenibilità, il conto del carburante per Iag salirebbe a circa 9 miliardi di Euro, cioè 2 miliardi in più rispetto alle stime formulate in precedenza. Air France-Klm ha indicato un livello pressoché identico di spese supplementari, portando il totale a 9,3 miliardi di dollari, pari a 7,981 miliardi di Euro.
Anche Lufthansa si confronta con una pressione rilevante: pur avendo già coperto per circa l’80% il fabbisogno di cherosene dell’anno in corso, il gruppo stima che l’incremento dei prezzi del carburante si tradurrà in costi extra per 1,7 miliardi di Euro entro il 2026.
AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency