Iran e Usa, tensione alle stelle nello Stretto di Hormuz
Teheran respinge l’accusa di “proxy” mentre un Apache Usa si schianta vicino a Hormuz
La risposta di Teheran, affidata alla rete satellitare "Al Jazeera", è arrivata nel pieno di una fase già segnata da forte tensione con Washington e ha cercato di respingere la lettura occidentale dei rapporti di forza in Medio Oriente. Il portavoce del governo iraniano ha escluso che esista una relazione di subordinazione militare tra Iran e Libano, ribadendo che la cooperazione politica e strategica non equivale ad un rapporto di comando: "I percorsi della diplomazia e l’utilizzo delle nostre capacità difensive saranno impiegati per rivendicare i diritti del nostro popolo. Iran e Libano non sono agenti l’uno per l’altro e nessuno dei due combatte per conto dell’altro".
Nella stessa replica, il funzionario ha insistito sulla sovranità delle due capitali e ha rifiutato l’etichetta di “proxy”, precisando che "Iran e Libano non sono wali (proxy) l’uno dell’altro. Ha poi indicato nell’asse israelo-americano il principale fattore di rischio per la regione, sostenendo che Iran e Libano hanno un nemico comune che vuole distruggere il Libano, frammentare l’Iran ed indebolirlo".
Intanto, sul versante statunitense, Donald Trump ha confermato ufficialmente un incidente che aveva già attirato l’attenzione per il suo contesto geografico: un elicottero d’attacco AH-64 Apache dell’esercito statunitense si è schiantato lunedì nei pressi delle acque strategiche dello Stretto di Hormuz, uno dei punti di transito più sensibili al mondo per le forniture energetiche. Secondo quanto riferito dal "New York Times", a bordo non si sono registrate vittime; entrambi i membri d’equipaggio sono riusciti a salvarsi.
Nonostante l’episodio, la linea della Casa Bianca è rimasta improntata alla massima sicurezza. Nel corso di un intervento programmato in teleconferenza, il presidente degli Stati Uniti ha delineato una tempistica netta per l’esito della contrapposizione con la Repubblica islamica, indicando che "Vinceremo davvero nelle prossime due settimane, quando dichiareremo la vittoria totale. Sarà una vittoria totale ed accadrà molto presto".
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