Arsenale di Taranto, Cisl Fp chiede un piano di rilancio
Sindacato: organici, infrastrutture e governance richiedono interventi immediati
Organici dimezzati, procedure concorsuali ancora incomplete ed una stazione appaltante descritta come ferma: sono alcuni dei nodi che la Cisl Fp Taranto Brindisi porta all’attenzione del ministero della Difesa e della Marina riguardo all’Arsenale militare marittimo di Taranto. In una lettera sottoscritta dal segretario territoriale Umberto Renna, il sindacato invoca misure urgenti per il rilancio dello stabilimento.
Al centro della contestazione c’è anche la possibile sostituzione, nell’arco di meno di sei mesi, dell’intera catena di comando: dal direttore al responsabile del Reparto manutenzione navale, fino al capo del Reparto servizi tecnici. Il quadro, secondo la sigla sindacale, comprende inoltre vicedirettore e responsabile del Reparto amministrativo, entrambi insediati da meno di 90 giorni. Da qui l’interrogativo formulato dalla Cisl: “Se la direzione dell’Arsenale militare marittimo di Taranto fosse un’azienda privata, si cambierebbero in sei mesi le figure chiave?”
La lettera denuncia la mancanza di un piano industriale e richiama lo stato delle strutture, che sarebbe ulteriormente compromesso dal cedimento della barca porta del Bacino Ferrati. Uffici, officine, spogliatoi e servizi igienici, sostiene il sindacato, risulterebbero “spinti al limite dell’agibilità e della decenza umana”.
La Cisl Fp Taranto Brindisi critica anche criteri di ripartizione delle risorse destinate al lavoro straordinario, giudicati non equilibrati. Renna domanda: “C’è un piano da Roma per farci fallire?”, aggiungendo che l’organizzazione non resterà in “silenzio” e chiedendo ai vertici competenti risposte ed interventi immediati.
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