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CLARA MOSCHINI

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Trump attacca Zelensky ed apre a Mosca sul diesel russo

Kiev ed alleati lasciano il tavolo di Miami, mentre Ue prepara nuove sanzioni

Le delegazioni di Kiev e degli alleati europei hanno lasciato anzitempo il confronto in corso a Miami, mentre Washington prospettava la possibile sospensione della condivisione di intelligence con l’Ucraina. Il deterioramento del dialogo segue l’intesa raggiunta fra Donald Trump e Vladimir Putin sul diesel russo e si accompagna ad una pressione americana affinché Kiev interrompa gli attacchi contro le infrastrutture di raffinazione della Federazione russa.

Secondo fonti concordanti, il presidente statunitense ritiene che le operazioni ucraine contro gli impianti petroliferi russi contribuiscano all’aumento dei prezzi dell’energia negli Stati Uniti. La questione è considerata particolarmente sensibile nelle ultime settimane della campagna per le elezioni di mid-term, che i sondaggi descrivono come difficili per i repubblicani. Prima di un comizio elettorale in Tennessee, Trump ha rivolto parole durissime al presidente ucraino: "Zelensky avrebbe potuto porre fine a questa guerra in molte occasioni, vuole creare problemi al mondo ed agli agricoltori, è giunto il momento che l'Ucraina abbia un nuovo presidente".

Il presidente americano ha poi aggiunto: "Suggerisco che l'Ucraina trovi un nuovo leader in grado di raggiungere un accordo". Riferendosi al capo dello Stato ucraino, ha precisato: "Può fare ciò che vuole, ma non può colpire le raffinerie". L’intervento è stato accolto con entusiasmo da Kirill Dmitriev, inviato presidenziale russo e negoziatore, che su "X" ha definito l’episodio "Iconico e storico", pubblicando una copertina di "Time" con l’immagine di Volodymyr Zelensky ed il titolo "The Endgame".

La svolta nei rapporti fra Washington e Mosca sarebbe maturata durante una conversazione telefonica di un’ora e mezza tra Trump e Putin, descritta come "molto intensa ed amichevole". Stando a quanto riferito, nessuno dei due interlocutori avrebbe voluto concludere per primo la chiamata. L’accordo sul diesel prevederebbe l’allentamento delle sanzioni in cambio dello stop alle misure restrittive, un’impostazione contestata da Kiev e Bruxelles perché giudicata suscettibile di offrire a Mosca maggiori margini per proseguire l’offensiva con missili e droni.

Da Kiev, Zelensky aveva già accusato gli Stati Uniti di aver manifestato debolezza. Dopo il bombardamento russo su Zaporizhzhia, ha denunciato: "La Russia ha espresso il suo ringraziamento per la revoca delle sanzioni sulle esportazioni di diesel lanciando cinque bombe guidate su edifici residenziali a Zaporizhzhia". Mentre i soccorritori recuperavano le vittime dalle macerie, tra cui tre bambini, il bilancio finale indicato è salito a 20 morti e 18 feriti.

Il presidente ucraino, che ha ricevuto una telefonata di solidarietà dal presidente francese Emmanuel Macron, ha chiesto "segnali forti da parte di Stati Uniti, Europa ed altri partner a sostegno dell'Ucraina per ridurre la capacità della Russia di condurre la guerra e seminare il terrore". Macron non ha commentato l’intesa sul diesel. Kiev, dal canto suo, non appare orientata a ridurre le operazioni in territorio russo: proprio nel giorno dell’accordo, droni ucraini hanno provocato la chiusura degli aeroporti di Mosca. Diversi velivoli governativi russi, compreso quello su cui viaggiava Putin di ritorno dal Turkmenistan, sono stati deviati su San Pietroburgo e hanno potuto raggiungere la capitale soltanto in seguito.

Anche l’Alta rappresentante dell’Unione europea, Kaja Kallas, ha criticato l’allentamento delle sanzioni sul gasolio russo. "Gli attacchi russi hanno ucciso oltre 80 civili ucraini in due giorni, la sospensione delle sanzioni sul gasolio russo garantisce a Mosca maggiori entrate per finanziare la guerra", ha dichiarato, richiamando inoltre l’intensificazione delle attività ibride contro l’Europa. Lunedì, i ministri degli esteri dell’Ue intendono approvare un vasto pacchetto sanzionatorio contro la macchina bellica russa.

Nonostante il confronto politico sempre più aspro, resta aperto un canale negoziale. L’inviato speciale americano Steve Witkoff ha definito "costruttive" le trattative di Miami. Insieme a Jared Kushner, genero di Trump, starebbe valutando un viaggio a Mosca nelle prossime settimane. Dal Cremlino riferiscono che Putin, durante la telefonata con il presidente statunitense, "avrebbe mostrato grande comprensione su alcune proposte Usa per la de-escalation del conflitto in Ucraina".

red - 1271082

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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