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CLARA MOSCHINI

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Elicottero italiano CH-47 precipitato: quattro militari deceduti

Due dell'Esercito e due volontari della Croce rossa; a bordo 15 persone

"L’angoscia e la sofferenza per questo tragico evento cambieranno ciò che avevamo previsto per la Festa della Forze Armate del 4 novembre. A partire dal Villaggio Difesa che oggi non verrà inaugurato"

Nel pomeriggio di ieri, in Bosnia-Erzegovina, un elicottero italiano, un CH-47, impegnato nell’ambito dell’operazione Eufor "Althea" è precipitato per cause ancora in corso di accertamento.

I soccorsi sono prontamente intervenuti. Non è possibile rilasciare ulteriori dichiarazioni, in attesa di informazioni più precise soprattutto sulle condizioni di salute del personale.

Con profondo dolore, il ministero della Difesa comunica che, a seguito dell’incidente che ha coinvolto un elicottero italiano impegnato nell’ambito dell’operazione Eufor Althea in Bosnia-Erzegovina, sono deceduti quattro militari: due appartenenti all’Esercito italiano e due al Corpo militare volontario della Croce rossa italiana (Cri).

A bordo dell'aeromobile si trovavano complessivamente 15 persone. Gli undici feriti stanno ricevendo le cure necessarie e, al momento, nessuno di loro versa in pericolo di vita. La Difesa ha immediatamente disposto l’invio di un’équipe medica italiana per garantire ai feriti il massimo supporto e la migliore assistenza possibile.

Le cause della tragedia sono attualmente in corso di accertamento. Sono già state avviate le attività di indagine necessarie a ricostruire la dinamica dell’incidente ed a chiarire le circostanze dell’accaduto.

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, insieme a tutta la Difesa, si stringe con profonda commozione alle famiglie delle vittime, ai loro cari e ai colleghi, condividendo il dolore per una perdita che colpisce l’intera comunità della Difesa.

"In questo momento di dolore immenso, il mio pensiero va innanzitutto alle famiglie dei nostri caduti, alle quali esprimo il cordoglio mio personale e di tutta la Difesa. Non esistono parole capaci di colmare una perdita così grande. Ai nostri militari che hanno perso la vita servendo il Paese va la riconoscenza dell’Italia intera. Siamo vicini ai feriti, alle loro famiglie ed a tutti coloro che stanno vivendo queste ore drammatiche. La Difesa è una comunità e, nei momenti più difficili, deve dimostrare di saper essere unita, presente e capace di prendersi cura dei propri uomini e delle proprie donne".

Ai nostri caduti va la riconoscenza della Nazione per il servizio reso all’Italia. Ai militari feriti ed alle loro famiglie giungano la più sincera vicinanza e l’augurio di una pronta e completa guarigione.

La Difesa ha comunicato i dettagli dell’incidente solo dopo aver informato le famiglie dei nostri caduti, nel pieno rispetto del loro dolore e della loro dignità.

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in una nota comunica che: “Abbiamo atteso che la drammatica notizia della morte dei loro cari fosse portata alle famiglie e volevamo evitare che altre centinaia di famiglie vivessero ore di angoscia in attesa di conoscere i nome delle persone coinvolte.

Il nostro momentaneo silenzio non ha impedito che la notizia della scomparsa di 4 nostri militari impegnati nella missione Eufor Althea riecheggiasse provocando la disperazione di centinaia di persone che avevano i loro cari impegnati in Bosnia.

Da ore seguo, con lo Stato Maggiore Difesa quello dell’Esercito ed il Comando operativo di vertice interforze, le 11 persone ferite ed attualmente ricoverate presso gli ospedali di Brcko e di Tuzla, dove abbiamo inviato personale medico militare italiano per monitorare i nostri ragazzi da vicino. 

Stamattina, con il capo di Stato Maggiore della Difesa raggiungeremo i nostri feriti e gli altri militari in Bosnia, con altri medici militari italiani specialisti. 

A chi fino ad oggi ha servito ed ora ha bisogno andrà tutto il nostro aiuto possibile.

Ci uniamo al dolore dei familiari del sergente (EI AvEs) Simone Ruggia, del sergente (EI AvEs) Claudio Marchesi, del tenente del Corpo militare volontario della Croce rossa italiana (Cri) Franco Adriano Zecchillo e del sergente del Corpo militare volontario della Croce rossa italiana (Cri) Laura Procacci che hanno perso la vita servendo l’Italia, la Difesa e l’Esercito.

L’angoscia e la sofferenza per questo tragico evento cambieranno ciò che avevamo previsto per la
Festa della Forze Armate del 4 novembre. A partire dal Villaggio Difesa che oggi non verrà inaugurato e che diventerà non più il teatro di una festa di ringraziamento per le Forze Armate ma il luogo dove manifestare, con una preghiera, un fiore, un biglietto o la presenza, la vicinanza ai caduti, Simone, Claudio, Franco e Laura, alle loro famiglie ed alle Forze Armate".

red/f - 1271356

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