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CLARA MOSCHINI

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Lufthansa, utili record trainati da cargo e rotte premium

Il rincaro del carburante spinge il gruppo a prevedere tariffe in crescita nel 2027

La forte domanda sulle rotte intercontinentali ed il contributo eccezionale del cargo hanno portato il Gruppo Lufthansa a chiudere il trimestre luglio-settembre con risultati superiori alle attese. L’utile netto ha raggiunto 1,26 miliardi di Euro, mentre i ricavi sono cresciuti del 9% su base annua, a 12,2 miliardi di Euro. L’andamento è stato sostenuto soprattutto dalle vendite di biglietti premium verso Asia e Nord America.

Il quadro per il 2026 resta tuttavia condizionato dalla brusca crescita del costo del carburante. Il gruppo tedesco, primo operatore aereo europeo per fatturato, stima ora una spesa per il fuel pari a 9,3 miliardi di Euro: due miliardi in più rispetto allo scorso anno e sensibilmente oltre le valutazioni formulate pochi mesi fa. Per questa ragione, la previsione di utile operativo 2026 è stata ristretta a 1,7-2,0 miliardi di Euro, rispetto alla precedente forchetta compresa tra 1,7 e 2,2 miliardi.

Secondo il direttore finanziario Till Streichert, l’incremento dovrà riflettersi sulle tariffe. "I prezzi dei biglietti aumenteranno a doppia cifra l’anno prossimo, ha dichiarato ai giornalisti, spiegando che l’intervento è necessario per trasferire l’incremento dei costi del cherosene". La compagnia prevede inoltre ulteriori rincari del carburante nel 2027, pur lasciando aperta la possibilità di un miglioramento qualora il contesto geopolitico si normalizzasse: "La situazione potrebbe ancora cambiare –e speriamo in meglio– se la situazione geopolitica dovesse distendersi".

L’esposizione del gruppo alle oscillazioni delle quotazioni è però in parte attenuata dalle coperture finanziarie. Lufthansa ha già fissato oltre l’80% dei costi carburante previsti per il 2026; per il 2027, la quota coperta supera il 60%.

Alla base della pressione energetica vi è il conflitto fra Stati Uniti e Israele da una parte e Iran dall’altra, iniziato a febbraio. La quasi completa chiusura dello Stretto di Hormuz, passaggio essenziale per i flussi mondiali di petrolio e gas, ha mantenuto elevati i prezzi dell’energia, con ricadute dirette sul jet fuel e sulle tariffe aeree. Il giorno precedente all’annuncio di Lufthansa, anche la low-cost irlandese Ryanair aveva indicato aumenti tariffari ed un programma di riduzione dei costi.

Nel trimestre, il cargo ha fornito uno dei maggiori contributi alla redditività: il suo utile operativo è triplicato. L’amministratore delegato Carsten Spohr ha attribuito il risultato al trasporto di apparecchiature destinate ai data center in rapida costruzione per sostenere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Le imprese tedesche produttrici di tecnologie quali laser industriali destinati a queste infrastrutture stanno infatti beneficiando di una domanda sostenuta.

Non tutte le divisioni hanno avuto lo stesso andamento. La compagnia di bandiera Lufthansa ha registrato una flessione dell’utile operativo, anche per effetto degli scioperi del personale di cabina e dei piloti. Il gruppo, che comprende anche Swiss, Austrian Airlines, Brussels Airlines ed Eurowings, ha comunque assorbito in larga parte circa mezzo miliardo di Euro di maggiori costi del carburante grazie alla crescita dei ricavi, alla domanda rimasta elevata ed alla disciplina sui costi. "Grazie all’aumento dei ricavi, in un contesto di domanda costantemente elevata e di rigorosa disciplina dei costi, siamo riusciti a compensare ampiamente l’aumento dei costi del carburante, pari a circa mezzo miliardo di Euro", ha affermato Spohr, definendo il periodo "in termini di ricavi" il trimestre più forte nella storia del Gruppo Lufthansa. Dopo la diffusione dei conti, il titolo ha guadagnato oltre il 3% alla borsa di Francoforte.

red - 1271426

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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