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CLARA MOSCHINI

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Rapporto Usa accusa di gravi violazioni la Corea del Nord

Esportazioni ed importazioni illegali di carbone e petrolio, test nucleari non consentiti

Ancora una volta la Corea del Nord è accusata di continuare a violare le disposizioni internazionali. Pyongyang avrebbe esportato illegalmente milioni di tonnellate di carbone lo scorso anno, che avrebbe venduto per finanziare i suoi test nucleari. A dichiararlo è la "Cnn" che cita un rapporto ancora non ufficiale degli Stati Uniti. Nonostante le sue risorse, la Corea del Nord ricorrerebbe inoltre ad appalti esterni illeciti per costruire i componenti necessari alla sperimentazione ed al miglioramento della tecnologia necessaria per sviluppare le armi. Nel 2017 fu approvata una risoluzione del Consiglio di sicurezza per punire Pyongyang con il divieto di esportazione di carbone, ferro e frutti di mare nel resto del mondo. Secondo il documento la Repubblica popolare democratica di Corea (Rpdc) avrebbe esportato 3,7 milioni di tonnellate di carbone tra gennaio ed agosto 2019, per un valore stimato di 370 milioni di dollari. Le chiatte cariche di materia prima sarebbero giunte in tre porti cinesi nella baia di Hangzhou ed in altre località lungo il fiume Yangtze, ma la Cina avrebbe ripetutamente negato di aver aiutato il Paese coreano ad eludere le sanzioni. Il leader Kim Jong-un ha dichiarato che il rapporto trapelato "rischia di causare un danno mediatico alla Cina che ha sempre adempiuto fedelmente e seriamente i suoi obblighi internazionali svolgendo un ruolo positivo e costruttivo nel lavoro verso la denuclearizzazione della Penisola". 

Secondo il documento la Corea del Nord avrebbe condotto 13 test e lanciato 25 razzi nel 2019 (vedi AVIONEWS) con potenziamento dei missili balistici a medio raggio (Mrbm) ed intercontinentali (Icbm). La Corea del Nord starebbe anche importando illegalmente petrolio. Si tratterebbe di un'altra violazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite. Il limite annuale per il 2019, fissato dal Consiglio di sicurezza, dell'importo complessivo di 500.000 barili di prodotti petroliferi raffinati sarebbe stato superato più volte. Pyongyang, infine, avrebbe condotto diversi attacchi informatici contro alcune istituzioni finanziarie che avrebbero comportato perdite economiche e facilitato entrate illecite alla Rpdc. 

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