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CLARA MOSCHINI

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Hong Kong, Cina non riconoscerà i passaporti britannici come documenti di viaggio

La decisione è stata presa in risposta alle ultime politiche di Londra

Una misura che fa discutere: il ministero degli esteri della Cina sta prendendo seriamente in considerazione la scelta di non accettare i passaporti britannici come documenti di viaggio validi. Pechino ha deciso di rispondere in questo modo alla politica imposta dal Regno Unito che permette a chi risiede a Hong Kong di rivendicare la cittadinanza britannica. Il dicastero asiatico è stato molto chiaro in tal senso, le decisioni di Londra rappresentano una violazione evidente del diritto internazionale, oltre che un’interferenza con gli affari dell’ex-impero celeste.

L’annuncio è arrivato a poche ore dalla dichiarazione della Gran Bretagna di estendere il soggiorno ai residenti di Hong Kong nel caso siano in possesso del passaporto Bno (British National Overseas). Le novità entreranno in vigore all’inizio del 2021, ma non saranno semplici da attuare. Persino l’ambasciata cinese nel Regno Unito si è detta preoccupata per la violazione e sicura di una efficace contromossa. La Nazione asiatica è intenzionata a salvaguardare la propria sovranità.

Il passaporto britannico Bno è un documento di viaggio che permette di entrare nel Regno Unito per sei mesi e senza alcun visto. Non dà comunque alcun diritto di cittadinanza e non permette l’ottenimento di una residenza o un posto di lavoro. Secondo il consolato di Hong Kong in Gran Bretagna, quasi 3 milioni di persone hanno diritto a questo tipo di passaporto, il che vuol dire che la richiesta potrebbe arrivare dal 40% degli abitanti della città.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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