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CLARA MOSCHINI

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Aeroporto Treviso, Corte Conti indaga su test anti-rumore

Tutto è partito dalla segnalazione del Codacons

Prima la segnalazione e ora l’interesse della Corte dei Conti. Come riferito da diversi giornali locali in queste ore, la sezione del Veneto dell’associazione dei consumatori Codacons ha ipotizzato il possibile danno erariale a causa del mancato rispetto della normativa anti-rumore da parte dell’aeroporto “Antonio Canova” di Treviso-Sant’Angelo. Non ci sarebbero centraline moderne ed i test relativi al rumore non sarebbero adeguati (leggi anche l'approfondimento di AVIONEWS), stando a quanto ricostruito dal Coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, e dunque ora l’organo statale vuole vederci chiaro. Ecco perché è stata chiesta tutta la documentazione necessaria a Save, il gruppo che gestisce sia questo scalo che quello di Venezia. 

Per l’associazione, dovrebbero esserci delle centraline di tipo “V”, mentre invece l’aeroporto trevigiano avrebbe optato per quelle a monitor, meglio note come “di tipo M”. Senza apparati del genere non sarebbe possibile misurare il rumore degli aerei che decollano ed atterrano. Ma quando è cominciata questa storia? Lo scorso mese di marzo c’è stato un esposto alla Procura della Repubblica, dopo che un collegamento aereo della compagnia  russa Pobeda era atterrato non senza fatica (al terzo tentativo e sfiorando alcuni tetti). Da quell’episodio si è andati più a fondo fino ad arrivare alle già citate centraline. Il Codacons ne è sicuro, vettori come Ryanair e tutti quelli attivi al “Canova” avrebbero più volte oltrepassato i limiti di legge, nonostante ci siano stati più esposti nel corso degli anni.

sr - 1231458

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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