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CLARA MOSCHINI

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Marina delle Filippine si oppone a nuovo aeroporto

Lo scalo dovrebbe sorgere dove ha sede la base navale

Un via libera che non convince proprio tutti, in particolare le forze armate: nelle Filippine non si parla d’altro, il vice-ammiraglio Giovanni Carlo Bacordo, numero uno della marina locale, si è opposto fermamente alla costruzione di un aeroporto nel corso di un intervento radiofonico nelle ultime ore. Il motivo? Lo scalo è stato appaltato ad un costruttore cinese ed in più renderebbe necessario l’abbandono della base militare di Manila da parte della stessa marina. Il progetto ha un costo complessivo di 14 miliardi di dollari e l’azienda dell’ex-impero celeste coinvolta risponde al nome di China Communications Construction. 

I lavori, inoltre, sono stati assegnati anche alla filippina MacroAsia Corporation. L’obiettivo è quello di decongestionare l’aeroporto principale della Nazione, ovvero lo scalo internazionale “Ninoy Aquino” che si trova nella capitale. La nuova infrastruttura dovrebbe sorgere a Sangley Point, località che Bacordo ritiene fondamentale per la Forza armata di cui è alla guida a causa della posizione strategica. L’abbandono della base navale interesserebbe 10 mila marinai, 207 strutture, 3 scuole e ben 738 abitazioni. Lo scarso gradimento nei confronti della società cinese è presto spiegato: China Communications Construction è stata inserita nella “lista nera” del dipartimento del commercio degli Stati Uniti a causa di alcune isole artificiali costruite nel Mar Cinese meridionale.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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