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CLARA MOSCHINI

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Thomas Cook non venderà pacchetti Ryanair: "Poco flessibili coi rimborsi"

Il tour operator è tornato dopo un anno come marchio online

Il tour operator britannico Thomas Cook Group è pronto a tornare operativo come marchio on-line ad un anno esatto dalla clamorosa bancarotta (leggi anche l’articolo pubblicato da AVIONEWS), ma non tutti i rapporti con il trasporto aereo sono idilliaci e promettenti. Ad esempio, il nuovo brand non sembra voler avere a che fare con il vettore low-cost Ryanair ed il motivo è presto spiegato: i pacchetti che riguardano i velivoli della compagnia irlandese non verranno venduti tramite Thomas Cook a causa della mancata flessibilità mostrata nel rimborsare i voli cancellati a causa della pandemia da coronavirus. 

L’approccio è chiaro, il marchio ha intenzione di collaborare “soltanto con vettori flessibili”. Inoltre, l’impegno per questi pacchetti è quello di cambiare la destinazione o la data del viaggio in maniera gratuita nell’ipotesi di nuove restrizioni da parte dei governi. Ryanair non ha offerto queste modifiche senza far pagare i passeggeri nel corso del periodo peggiore della pandemia e il costo varia da un minimo di 35 ad un massimo di 95 sterline per singolo collegamento aereo. Insomma, non c’è possibilità di collaborare e le posizioni di Thomas Cook e dell’aviolinea sono molto distanti; tra l’altro, proprio Ryanair ha ribadito recentemente di non voler affidarsi al neo-marchio a causa dei costi aggiuntivi che questa partnership comporterebbe per le prenotazioni (sull'argomento vedi anche la notizia pubblicata da AVIONEWS).

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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