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CLARA MOSCHINI

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Bilancio in chiaroscuro per Agenzia spaziale italiana

Molti programmi potrebbero essere tagliati per mancanza di entrate

L'Agenzia spaziale italiana mostra i conti che però non sembrano all'altezza delle aspettative. L'Asi è una delle eccellenze italiane, parecchio celebrata per le sue magnifiche sorti e progressive. Eppure qualche falla sembra esserci, almeno a guardare il bilancio di previsione 2021 apparso sul sito dell’Asi il 12 gennaio 2021.

La relazione tecnico-amministrativa di accompagnamento è un documento molto chiaro che non lascia spazio ad interpretazione erronee: molti programmi sono suscettibili di tagli perché sono deficitarie le entrate.

“Dalle tabelle -si legge nel bilancio di previsione- si nota in modo evidente il netto calo delle entrate previsto attualmente per l’esercizio 2021 e 2022. Infatti, è a decorrere dall’esercizio 2021 che ha termine il finanziamento straordinario di cui alla legge di stabilità 2015 (confermato e/o modificato con la legge di stabilità 2016) ed in particolare il comma 175 che ha previsto per la partecipazione italiana ai programmi dell’agenzia spaziale europea e per i programmi spaziali nazionali di rilevanza strategica un’assegnazione all’Asi di una cifra molto vicina al miliardo di Euro in 5 anni. È necessario sottolineare -dice ancora la relazione- che l’esiguità delle risorse, ha determinato un importante taglio delle attività legate a programmi di rilievo che non è stato possibile finanziare. Pertanto nessuna risorsa aggiuntiva è stata dedicata ai programmi. Per garantire il rispetto del pareggio di bilancio, sono state tagliate attività già finanziate ma non deliberate nel corso del 2020 per le quali non si è potuto confermare lo stanziamento dei fondi necessari”.

Più di tante parole vale la pena soffermarsi su una tabella che riporta chiaramente lo stato delle finanze dell'Asi. Le entrate previste nel 2021 ammontano a 795.138.733 Euro: a fronte di queste si prevedono uscite per 1.113.746.895 Euro. In soldoni, diciamo, entrano poco più di 795 milioni di Euro ed escono più di 1,1 miliardi di Euro, con un disavanzo di competenza di -318.608.132 Euro. Passiamo al 2022, che andrà un po' meglio, forse. Entrate a 837.138.733 Euro, uscite per 977.764.086 Euro, disavanzo di competenza -140.625.353. Meglio ancora nel 2023: entrate per 645.288.733, uscite per 757.071.486, disavanzo a -111.782.753 Euro.

Il disavanzo di competenza degli esercizi 2021, 2022 e 2023, è scritto nel bilancio di previsione, “è coperto dall’utilizzo dell’avanzo vincolato che, sommato al corrispondente disavanzo di competenza, determina una differenza positiva nell’esercizio 2021 sufficiente a coprire il disavanzo degli esercizi 2022 e 2023”. “Il disavanzo di competenza -si legge ancora nella relazione al bilancio di previsione- previsto nel triennio dipende da una rilevante riduzione delle entrate come messo in evidenza nella presente relazione”.

“L’elevato ammontare dell’avanzo vincolato potrebbe condurre ad una gestione di competenza in disavanzo, in quanto le uscite di competenza possono superare le entrate di competenza -si legge nella relazione- ma tale indicatore va letto in positivo in quanto sta a significare che l’avanzo di amministrazione viene utilizzato e non resta immobilizzato in attesa di destinazione. Anzi, proprio l’esiguo ammontare di avanzo libero (da confermare in sede di consuntivo) indica l’ottima gestione delle risorse finanziarie. A chiusura dell’esercizio 2020 ed a conferma di quanto sopra esposto si prevede un avanzo libero di poco superiore ai 5 milioni di Euro che in un bilancio che gestisce circa un miliardo di Euro annui rappresenta una cifra minima fisiologica”.

Nel triennale in esame, -sempre secondo la relazione al bilancio- si può verificare una considerevole riduzione dei finanziamenti dovuta soprattutto alla conclusione delle assegnazioni previste dalla Legge di stabilità 2015/2016 (per un ammontare complessivo intorno al miliardo di Euro) attive fino all’esercizio 2020. Ciò ha determinato non poche criticità superate, temporaneamente, con la revisione delle priorità di azione ma che a breve termine dovranno trovare soluzione mediante l’individuazione di diverse ed ulteriori linee di finanziamento che possano mantenere ed, anzi possibilmente, incrementare i programmi nazionali e quelli di cooperazione internazionale che rappresentano una parte strategica dell’attività dell’Agenzia con un importante riflesso sull’economia della Nazione, avendo comunque un impatto di rilievo sull’industria nazionale e sulle strutture di ricerca del Paese. 

"Il settore spazio -dice ancora la relazione- sta diventando sempre più un settore trainante per l’economia globale con sempre maggiori applicazioni e tecnologie utili sia per la ricerca di frontiera che per la vita di tutti i giorni. Ciò garantisce un ritorno certo dei fondi investiti nel settore spaziale nel quale da anni l’Agenzia spaziale italiana funge da raccordo tra le istituzioni politiche, il mondo della ricerca scientifica ed il settore industriale creando sinergia tra i predetti attori e valore aggiunto per il Paese”.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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