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CLARA MOSCHINI

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Usa continuano ad incalzare Turchia su missili S-400

I colloqui di Ankara con la Russia proseguono

Gli Stati Uniti hanno deciso di intensificare le pressioni sulla Turchia in merito al sistema missilistico russo S-400 (leggi anche la notizia pubblicata da AVIONEWS). Ankara è stata esortata a non consegnare questi missili, evitando di utilizzare quelli già acquisiti da Mosca, con cui è in trattative per la consegna di un secondo sistema. La Turchia avrebbe grandi difficoltà nel rifiutare l’acquisizione dei missili russi, come ribadito anche dal locale ministero della difesa. Di recente, il titolare del dicastero, Hulusi Akar, ha spiegato nel corso di un’intervista televisiva come il secondo reggimento di S-400 sia ancora in fase di valutazione ed approfondimento, con la possibilità di un trasferimento in territorio turco solamente se questa operazione si renderà necessaria. La prima acquisizione risale al 2019, dopo l’interruzione dei colloqui con gli Stati Uniti a causa della mancata condivisione della tecnologia da parte di Washington. Proprio l’amministrazione a stelle e strisce ha deciso di imporre delle sanzioni pesanti all’industria turca della difesa a causa dei rapporti troppo stretti con la Russia, sottolineando come questa collaborazione potrebbe portare alla raccolta di informazioni sugli aerei militari F-35. Il portavoce del Pentagono, John Kirby, è stato molto chiaro con le sue dichiarazioni: “Esortiamo ancora una volta la Turchia a sospendere il programma, non è compatibile con gli F-35”. Nelle prossime settimane è plausibile un ulteriore confronto come quello che dura ormai da tempo.

Sullo stesso argomento leggi anche l’articolo pubblicato da AVIONEWS.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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