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CLARA MOSCHINI

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Leonardo: Profumo sempre più in difficoltà dopo il flop della quotazione Drs

Sfumata l'ipo a Wall Street, la Lega chiede la testa dei dirigenti

Sembrava tutto così facile: quotare Drs e, con il ricavato, intervenire sul rosso dei conti della controllante Leonardo. Il ceo Alessandro Profumo, pochi giorni fa, in consiglio d'amministrazione, lo aveva presentato come un'ideona panacea per tutti i mali dell'azienda. E invece no. Ieri, infatti, è sfumato a un soffio dal traguardo il ritorno a Wall Street di Leonardo Drs, un collocamento su cui da tempo sono accesi i riflettori del mercato e che era previsto per fine marzo. La società si è subito affrettata a dire che l'Ipo, la quotazione, in realtà, è solo rinviata: Leonardo, la società italiana dell'aerospazio, difesa e sicurezza, che controlla l'americana Drs tramite Leonardo Us, punta ancora ad "un'ipo di successo" da riproporre quando le condizioni di mercato, peggiorate "negli ultimi giorni" come evidenzia Alessandro Profumo, torneranno ad essere più favorevoli.

La scelta, comunque sia, delude il mercato: il titolo Leonardo soffre a Piazza Affari e, nella seduta di ieri, ha chiuso in calo del 6,09% a 6,87 euro per azione mentre oggi è arrivato a perdere oltre l'1,6% a 6,77 euro, mangiandosi un po' dei guadagni messi in cascina nell'ultimo periodo.

Quella del mercato non è stata l'unica voce forte e contrariata. "Siamo stupiti per l'annuncio della società Leonardo di rinviare l'offerta pubblica di vendita, sul mercato Usa, di azioni della controllata Leonardo Drs, azienda specializzata in tecnologia per la Difesa. Si parla di avverse condizioni di mercato, indiscrezione che ha prodotto riflessi negativi sul titolo. Titolo già oggetto, nel recente passato, di valutazioni non lusinghiere da parte di analisti di mercato e che oggi ha accusato un calo del 6 per cento". Questo è quanto dichiarano, in una nota, Matteo Salvini e il deputato Roberto Paolo Ferrari, responsabile dipartimento Difesa della Lega e capogruppo in commissione Difesa alla Camera. "Stupiscono - aggiungono Salvini e Ferrari - anche i tempi e le modalità della comunicazione. Dal board societario ennesimo segnale preoccupante. È opportuna e urgente la scelta di una nuova dirigenza in grado di operare con serenità e visione industriale, assicurando la necessaria credibilità sui mercati internazionali", concludono i due deputati.

In dettaglio Leonardo ha giustificato la mancata quotazione con un comunicato in cui dice: "Nonostante l'interesse degli investitori nel corso del roadshow, all'interno della fascia di prezzo definita, le avverse condizioni di mercato non hanno consentito un'adeguata valutazione di Drs". Dal roadshow con i potenziali investitori sarebbe emersa una piena disponibilità a sottoscrivere l'intera offerta ma a sconto e in una misura superiore a quella prevedibile in normali condizioni di mercato. Dal lancio dell'Ipo lo scorso 15 marzo lo scenario sui mercati americani, come emerge anche dai commenti degli analisti finanziari, è peggiorato per incertezza e volatilità, ed in particolare per il segmento mid-cap ma anche proprio per il settore in cui opera Drs, la difesa, su cui pesa il timore di una riduzione del budget governativo per dirottare i fondi sui piani dell'amministrazione Biden per la ripresa economica post-covid.

Per Leonardo, "Drs continua a essere una parte fondamentale del portafoglio di business" e l'ipo "verrà valutata nuovamente quando le condizioni di mercato saranno favorevoli e sarà possibile ottenere un'Ipo di successo con una valutazione appropriata di questo business strategico". La società "continua a credere appieno nelle prospettive di Drs e a supportarne lo sviluppo all'interno del gruppo".

In soldoni, ieri, Leonardo ha perso più o meno 680 milioni di dollari. E anche se, come annunciato, non ha urgenza di fare cassa, si sa che l'azienda puntava a utilizzare le risorse che sarebbero arrivate con l'ipo per investire, anche con una campagna di M&A nel consolidamento del settore in Europa. L'offerta sospesa prevedeva il collocamento di una quota di minoranza di Drs, il 22% del capitale per eventualmente salire al 25,3% in caso di esercizio totale della greenshoe, con una forchetta di prezzo tra i 20 ed i 22 dollari per azione: questo avrebbe portato a un incasso tra un minimo di 638 ed un massimo di 807 milioni di dollari, con una valutazione del 100% della società vicina ai 3 miliardi di dollari. Lo stop all'ipo è arrivato quando, invece, si è prospettata una valorizzazione che sarebbe stata stimata inferiore alle attese di circa il 20%.

Un brutto affare, a quanto sembra, che va a pesare ancora di più sulla credibilità dell'ad Alessandro Profumo, questa volta incalzato dalla Lega, oltreché dai Cinque stelle che ne hanno richiesto a più riprese le dimissioni nei mesi passati. Proprio Profumo, parlando al Financial Times, non esclude la possibilità di "creare liquidità con cessioni" se si presentasse le opportunità. Leonardo, dice Profumo, resta "pienamente convinta della qualità del business". La società, conferma l'ad, è rimasta impegnata sul suo piano per riportare il rating del debito a investment grade.

Intanto, proprio ieri, con un tempismo perfetto, il consiglio di amministrazione di Leonardo ha deliberato di convocare l'assemblea degli azionisti in sede ordinaria per il 10 e il 19 maggio 2021, in prima e seconda convocazione. Oltre all'approvazione del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2020, l'assemblea sarà chiamata a deliberare in ordine alla nomina del collegio sindacale per il triennio 2021-2023. L'Assemblea degli azionisti sarà inoltre chiamata a esprimersi in ordine alla prima sezione (con voto vincolante) e alla seconda sezione (con voto non vincolante) della Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti, approvata dal Consiglio di oggi. Il cda ha deliberato inoltre, di sottoporre all'assemblea l'approvazione del nuovo Piano di incentivazione a lungo termine per il management del gruppo Leonardo.

Al nuovo Piano di incentivazione basato su strumenti finanziari, pur mantenendo costanti i principali elementi di architettura, con tre cicli triennali rolling (decorrenti da ciascuno degli esercizi 2021, 2022 e 2023), sono state apportate delle modifiche che prevedono l'introduzione strutturale di obiettivi di performance di sostenibilità coerenti con il Piano strategico, nonché il rafforzamento del legame pay for performance. Il nuovo Piano conferma l'intenzione della società di continuare a utilizzare uno strumento di incentivazione del management al raggiungimento degli obiettivi di medio e lungo termine definiti nel Piano Industriale del gruppo. Il Piano, destinato a una popolazione manageriale chiave (identificata in via prioritaria secondo un criterio che selezioni le posizioni di maggiore impatto sul business del gruppo), è basato su una componente monetaria e una espressa in azioni ordinarie Leonardo, in diversa proporzione a seconda dei livelli manageriali coinvolti, a fronte del raggiungimento di specifici e predeterminati obiettivi di performance; il conseguimento degli obiettivi cui è legato l'incentivo sarà verificato alla fine di ciascun triennio.

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