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CLARA MOSCHINI

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Vettori aerei. Accordo BA-clienti su fuga dati

Nel 2018 ci una falla informatica piuttosto grave

Sono passati quasi tre anni da quando il vettore aereo British Airways (BA) si rese protagonista di una fuga incontrollata di dati personali a causa di una falla informatica nella sicurezza del portale web ufficiale e dell’applicazione di riferimento (leggi anche la notizia pubblicata da AVIONEWS). Tra il 21 agosto ed il 5 settembre del 2018, infatti, ci fu un certo clamore per quanto accaduto e soprattutto per le conseguenze economiche del fatto. Si sta parlando di 420 mila persone, tra dipendenti e clientela, di cui sono andate perse le informazioni private e riservate. Lo scorso mese di ottobre, la compagnia britannica è stata condannata a pagare una sanzione decisamente salata, 20 milioni di sterline e nelle ultime ore la stessa British Airways ha reso pubblico il raggiungimento dell’accordo con i passeggeri rimasti coinvolti. Non è chiaro quanto sborserà effettivamente l’aviolinea inglese, visto che si tratta di un accordo confidenziale, fatto sta che la class action promossa in questa situazione ha avuto successo. I dati sensibili persi a causa della falla non erano solamente i nomi, i cognomi e le date di nascita. A rischio ci sono stati persino i riferimenti bancari, come anche i dati delle carte di credito e molto altro ancora. British Airways si è affidata alla mediazione tra rappresentanti legali delle “vittime” ed i propri avvocati, un confronto che è stato descritto come “costruttivo”. L’accordo finale, inoltre, è stato definito come “una soluzione estremamente positiva per le persone colpite da questo incidente”. Sono stati circa 16 mila i passeggeri che hanno deciso di unire le forze e dar vita ad una importante class action contro il vettore aereo. In base a quanto riferito dai legali che si sono occupati della faccenda, ogni singolo passeggero potrebbe avere avuto la possibilità di ottenere duemila sterline (poco più di 2200 Euro per la precisione). 

Sullo stesso argomento leggi anche l’articolo pubblicato da AVIONEWS

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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