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CLARA MOSCHINI

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Stati Uniti: il lungo addio agli aeroporti regionali

Il 76% degli scali minori ha subito cancellazioni di collegamenti aerei

I vettori aerei statunitensi stanno tagliando la propria operatività negli aeroporti regionali. Alcuni scali di piccole dimensioni attualmente subiscono pesanti tagli ai collegamenti aerei, mentre altri ancora hanno perso del tutto i servizi commerciali attivi nell'aeroporto. Ciò però ha determinato l'aumento tariffario dei biglietti aerei, nonché percorsi più scomodi o più lunghi per raggiungere le aerostazioni più grandi.

Secondo la Regional Airline Association (Raa), che raduna i gestori degli scali minori negli Stati Uniti, il 76% dei 430 scali regionali americani ha subito una contrazione nel numero di collegamenti aerei commerciali programmati nel 2022 rispetto a quelli del 2019. Per esempio, all'aeroporto di Ithaca-Tompkins quest'anno sono previsti circa 3000 voli mentre erano 6000 prima della pandemia, secondo i dati della società di analisi dell'aviazione Cirium. 

Gli aeroporti più piccoli hanno perso in media il 34% del loro traffico aereo totale annuo. Basta guardare i voli programmati dei principali vettori aerei americani: American Airlines ha cancellato del tutto il servizio in 15 aeroporti ed in altri 100 ha diminuito il servizio; Delta Air Lines invece ha annullato le operazioni in 10 aeroporti già dal maggio 2020. Il minimo comun denominatore di queste scelte è quello di mantenere attive solo le rotte più redditizie. 

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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